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Le difficoltà dei dentisti a ripartire dopo il lockdown

coronavirus dentisti

Tra le categorie più colpite dall’emergenza coronavirus c’è quella dei dentisti, professionisti tra i primi a chiudere e gli ultimi a riaprire data l’impossibilità di mantenere la distanza con i pazienti ed evitare quindi un eventuale contagio. Tra quanto perso durante il lockdown e quanto utilizzato per la sanificazione e la messa in sicurezza dei locali nonché per la protezione individuale, si stima per loro un calo del fatturato del 56%.

Coronavirus: le difficoltà dei dentisti

Carlo Ghirlanda, presidente dell’Andi, Associazione dentisti italiani, ha infatti menzionato le ingenti spese che i dentisti devono effettuare per assicurare un livello massimo di sicurezza. E tutto di tasca propria, perché la categoria è stata esclusa dal bando Invitalia che prevedeva rimborsi per le imprese che hanno sostenuto spese per sanificazioni e altri strumenti di protezione individuale.

Escluderci è stato un segnale che ci ha subito fatto capire che aria tirava“, ha ammesso Ghirlanda. Anche perché i professionisti sono stati gli unici a non poter chiedere il bonus per due mesi e a non poter beneficiare dei contributi a fondo perduto. Fatto che il presidente dei dentisti italiani ha ritenuto un sopruso che va esclusivamente a favore delle imprese e a danno dei 280 mila appartenenti alla categoria. E che deriva da un pregiudizio vecchio e datato nei confronti dei liberi professionisti.

Inoltre, ha continuato, le persone hanno paura di venire contagiare e per motivi di sicurezza gli appuntamenti dati sono la metà di quelli dei tempi pre-coronavirus. “Le difficoltà si moltiplicano ogni giorno come i costi ma al governo non sembra interessare“, ha lamentato. Infine un appello al ministro della Salute di dire con chiarezza quali valori vuole salvaguardare l’esecutivo. “La nostra è una categoria in forte crisi, che si è battuta durante l’emergenza (ci sono 15 dentisti tra i medici morti operando da volontari) eppure siamo esclusi da qualsiasi forma di aiuto. Non è un buon segnale per il paese“, ha concluso.