Le start-up più rivoluzionarie

Ecco le aziende che in pochi anni, o in pochi mesi, hanno cambiato il mondo. Partendo da un'idea.

Il futuro passa dalle start up: sembra essere l’unica certezza nella confusione economica mondiale.
In grado di  cambiare il mondo in cui viviamo, hanno ormai un impatto dirompente sul nostro quotidiano. Oltre a costituire una potente fonte di ispirazione per tutti coloro che vorrano a loro volta mettersi alla prova con un’idea che, per essere vincente, deve alla lunga evolversi anche nel modello di business. Eccone 7 tra le più interessanti del settore.


MakerBot
La start up di Brooklyn, creata dall’ex insegnante Bre Pettis, e finanziata recentemente con dieci milioni di dollari anche da Jeff Bezos di Amazon, vuole diventare il marchio leader nel settore  della stampa 3D di largo consumo. Obiettivo ambizioso. Ma a cosa mira questa start up, che raccoglie anche progetti per oggetti creabili dalle stampanti sul sito gratuito e open source, Thingiverse.com? A creare oggetti fisici, proprio come le macchine per la prototipazione su scala industriale sono in grado di creare oggetti  grandi e fatti di differenti materiali. Il gioiello di casa è la Thing-O-Matic, da 1300 dollari  che richiede anche 12 ore di montaggio. Il futuro insomma è permettere a chiunque di fabbricare da sé l’oggetto che vuole comprare, secondo un esempio di economia modulare che strizza l’occhio a chi vuole possedere l’oggetto ma anche i mezzi di produzione.

Kickstarter
Piace a tutti perché di fatto è l’alternativa vincente per ottenere fondi, e non dai soliti investitori: Kickstarter è stato fondato nel 2009 da Perry Chen, Yancey Strickler e Charles Adler e ha ridefinito la logica del crowdfunding. Nel 2011 ha ricevuto quasi 100 milioni di dollari di investimento, lanciando 27,086 progetti e portandone al successo 11,836. Sulla piattaforma spopolano i progetti di natura cinematografica, seguiti da quelli musicali. In aumento vertiginoso anche il design e i videogiochi. Particolarmente vincenti i progetti presentati con un video esplicativo, ovvero l’80% di quelli lanciati nel 2011. A dimostrazione che  Kickstarter non solo finanzia, ma invita anche i creativi a fare storytelling, in attesa del contante che fa la gloria.

Spotify
Non sono solo canzonette: è il caso di Spotify, il servizio musicale on demand, nato in Svezia, che permette agli utenti lo streaming musicale, gratuitamente o con abbonamenti mensili da 10 dollari. L’idea di Daniel Ek piace a chi desidera ascoltare musica, ma non possederla per sempre. Gli accordi dell'azienda prevedono che le parti in causa, ovvero artisti, case discografiche e editori, ricevano la loro parte di ricavi. Gli utenti possono anche creare una stazione radio, scegliendo artisti e generi. Il servizio gratuito prevede due o tre minuti di pubblicità all'ora e la possibilità di cambiare sei canzoni ogni sessanta minuti. Pagando un abbonamento di 9,99  dollari al mese gli ascoltatori evitano la pubblicità e ascoltano i brani che vogliono.

Lytro
Nasce dalle parti di Mountain View, California, luogo propizio per le menti tech: è Lytro, la fotocamera che permette di mettere a fuoco in un secondo momento, al computer. Il sensore "light field" cattura 11 milioni di raggi di luce e li passa a un circuito che ne elabora i dati e li archivia. Molto semplice da usare, ha un ottica molto luminosa, un solo bottone per scattare e lo zoom touch 8x sulla parte superiore della scocca. L’uomo che ha stravolto il concetto di punto focale è Yi-Ren Ng,  mente cresciuta accademicamente a Stanford: e i risultati di anni di studio si vedono.

Skillshare
Non sempre una start up è solo un proseguimento del capitalismo con altri mezzi: la mission di Skillshare mira a fare apprendimento, nella maniera più democratica possibile. La piattaforma on line consente, accedendo al sito, di condividere le proprie competenze, diventare docente o allievo, seguendo le lezioni on line. E le materie non sono da poco: si va dalla finanza, alla fotografia, al business. Dal suo lancio nell’aprile 2011, la piattaforma ha notevolmente incrementato il suo staff, ampliando anche le classi a disposizione degli utenti, lanciando anche le school, ovvero “hub” per le organizzazioni e per i brand.

Gumroad

Se puoi condividerlo, puoi venderlo: è l’idea di Gumroad, il sito lanciato da Sahil Lavingia, giovanissimo sviluppatore già nel team di Pinterest. La sua start up archivia il concetto di market, fornendo un unico url per prodotti, tangibili e non, che possono essere distribuiti e condivisi sui social network per rendere possibile la vendita diretta. Si paga con carta di credito. Il servizio prende una tassa del 5% sulle transazioni

Airbnb
Tre uomini e una start up: è il caso di Airnbnb, e di Nathan Blecharczyk, Brian Chesky, Joe Gebbia che nel 2008 hanno ideato il sito di affitti on line che ha conquistato il mondo e che vanta un finanziamento da 90,8 milioni di dollari. La community online consente di consultare soluzioni in tutto il mondo e per diverse tipologie di esperienze: lo scopo è appunto trovare un letto e un tetto ma anche consentire esperienze di viaggio a livelli di prezzo diversi in più di 19mila città e 192 nazioni. In Italia è approdata a inizio anno, in virtù dei numeri su utilizzo e tasso di crescita ma la localizzazione sul territorio è parte di una strategia di crescita globale laddove nel 2011 gli annunci sono cresciuti del 166%, il 70% dei quali fuori dal territorio americano. Un business insomma che fa felici gli inventori ma anche chi partecipa e può fare soldi con il classico bene primario: la casa.