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Le origini della granita (eccellenza siciliana) sono una storia d’amore tra Oriente e Occidente

·2 minuto per la lettura
Photo credit: Juanmonino - Getty Images
Photo credit: Juanmonino - Getty Images

Come per pasta, pizza e gelato, anche la paternità della granita è una di quelle contese infinitamente discusse e mai del tutto cessate. Siamo qui però per dirvi, definitivamente, che le origini della granita (da non confondere con sorbetto o grattachecca romana) nascono dallo scambio culturale tra arabi e siciliani, all'epoca della dominazione araba nell'isola. Una storia d'amore tra Oriente e Occidente lunga secoli, che oggi gustiamo nelle giornate più calde dell'estate, trovando immediato sollievo tra le morbide curve al caffè, limone, pistacchio, mandorla, tutti i frutti.

Furono per primi gli arabi a coltivare la passione per questa ricetta dolce e fresca: a loro addirittura si deve la parola sorbetto, che derivata da sharbat. Con la dominazione araba in Sicilia, la buona abitudine di aggiungere a ghiaccio o neve un miscuglio a base di zucchero di canna, petali di fiori e frutti si diffonde sempre più in Italia e si va a sposare con la tradizione siciliana della raccolta di neve dall'Etna.

Photo credit: Sergio Amiti - Getty Images
Photo credit: Sergio Amiti - Getty Images

Da secoli era infatti buona abitudine dei siciliani quella di raccogliere la neve fresca dall'Etna, monti Iblei e Nebrodi e di conservarla nelle neviere, costruzioni di pietra nelle grotte vulcaniche, fino all'estate. Con il caldo, la neve veniva grattata per essere ricoperta di sciroppi di frutta e consumata come pasto. Dobbiamo arrivare alla metà del Cinquecento però perché nasca la granita siciliana vera e propria, quella ovvero morbida e cremosa, che non presenta pezzetti di ghiaccio e anzi è una morbida coccola per il palato.

Questa consistenza senza precedenti si ottenne grazie a un processo di mantecazione in un pozzetto. All'interno del pozzetto la granita veniva congelata e continuamente mescolata, mantenendo la freschezza e ammorbidendosi allo stesso tempo. Così si crea il capolavoro che ancora oggi gustiamo e, in principio, il sapore prescelto era il limone, prima come metodo di conservazione, poi come gusto vero e proprio. Insieme alla granita nascono le ritualità per gustarla: quella del panino, della brioscia e del cucchiaio di panna da aggiungere a piacere. Ognuno di noi, si sa, ha il suo rito prescelto, ma variando l'ordine il gusto paradisiaco della granita siciliana non varia.

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