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Le piste del governo in caso di impennata dei contagi

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Valle d'Aosta, coprifuoco
Valle d'Aosta, coprifuoco

Il timore che si possano raggiungere i 40 mila casi giornalieri e che le strutture ospedaliere possano nuovamente essere messe sotto pressione sta spingendo il governo a pensare a nuove misure restrittive in caso di aumento massiccio dei contagi: tra queste l’ipotesi di un coprifuoco anticipato e di ulteriori limitazioni agli spostamenti dei cittadini.

Coprifuoco anticipato: l’ipotesi

Il bollettino giornaliero è tornato a superare i 20 mila casi, la variante inglese accelera il contagio e da giorni ricoveri e ingressi nelle terapie intensive aumentano anziché diminuire. Nella riunione riservata di martedì a Palazzo Chigi, prima che i ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini presentassero il nuovo dpcm, il premier Mario Draghi, i tecnici e i ministri competenti si sarebbero detti preoccupati per una repentina accelerazione della curva.

I presenti si sono quindi interrogati sulle strategie da utilizzare qualora i casi dovessero aumentare. Tra queste la fissazione di una nuova soglia critica per far scattare una stretta ulteriore e altre limitazioni tra cui un coprifuoco anticipato e restrizioni agli spostamenti delle persone.

L’obiettivo è quello di allertare le aziende sanitarie locali, i sindaci e i governatori affinché vengano individuati il prima possibile nuovi focolai e isolate in rosso le zone ad alto rischio con stop alla mobilità, chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, serrata dei bar, dei ristoranti e dei negozi. In tal caso il governo ha promesso l’arrivo dei ristori al più presto anche se a decidere le chiusure sono stati i governatori o i sindaci.