Le proposte per rinforzare il welfare

La ricetta di Sbilanciamoci per reperire i fondi utili a rilanciare lo stato sociale

Il debito pubblico schizzato alle stelle impone all'Italia una consistente riduzione della spesa. Molto spesso, quando si operano dei tagli, le prime voci a essere penalizzate sono quelle riguardanti le politiche sociali. La campagna Sbilanciamoci, all'interno del Libro nero del welfare italiano, ha evidenziato il persistere di questa tendenza e ha avanzato proposte utili a reperire i finanziamenti per sostenere servizi e assistenza. Il documento evidenzia che "al netto delle spesa previdenziale, l'Italia ha una spesa inferiore alla media europea per i giovani, i servizi per l'infanzia, la famiglia, la casa, la scuola". Ed è proprio partendo da questo assunto che si sostiene la necessità di finanziare il welfare, utilizzando risorse ottenute sia con una politica fiscale più equa sia con l'abbattimento di esborsi considerati superflui.

La prima proposta di Sbilanciamoci comporta l'applicazione di una tassa del 5 per 1000 sui patrimoni oltre i 500mila euro in modo da portare nelle casse dell'erario una somma di circa 10 miliardi e 500 milioni di euro. In secondo luogo si chiede di elevare la tassazione su tutte le rendite al 23%, una cifra in linea con gli altri Paesi europei e utile a ricavare almeno 2 miliardi di euro. Fondi importanti arriverebbero anche grazie al ritiro delle truppe italiane dalle missioni prive del sostegno delle Nazioni Unite (616 milioni di euro) e con la rinuncia al programma di costruzione dei cacciabombardieri (583 milioni soltanto nel 2012). Il dossier sottolinea inoltre che, chiudendo i Centri di Identificazione ed Espulsione (Cie), si risparmierebbero 113 milioni già inseriti nella legge di bilancio per il 2012.

L'eliminazione di queste voci di spesa permetterebbe quindi di rimpolpare i finanziamenti destinati al welfare: proprio in questo senso il dossier avanza proposte dettagliate.
Gli stanziamenti più consistenti riguarderebbero il Fondo nazionale per le politiche sociali e la reintroduzione del reddito minimo di inserimento (cancellato nella 14esima legislatura) per i disoccupati e per chi non gode di altre forme di ammortizzatori sociali: in entrambi i casi la cifra minima segnalata da Sbilanciamoci è di 2 milioni. Un investimento di circa 1 miliardo consentirebbe di avviare almeno 3000 asili nido nel 2012 mentre al Fondo per la non autosufficienza, praticamente azzerato dal 2011, sarebbero diretti 400 milioni.

Un altro capitolo di rilievo è quello relativo ai precari. Il Libro nero del welfare italiano propone di utilizzare 1 miliardo, sotto forma di credito di imposta, per le imprese che decidano di trasformare i parasubordinati e i lavoratori a tempo determinato in dipendenti. Un tesoretto da 800 milioni costituirebbe un fondo per erogare un'indennità di disoccupazione di 6 mesi, fino all'80% del compenso, agli atipici con monocommittenze che abbiano prestato servizio per almeno un anno.

Altre proposte sono finalizzate al mondo dell'immigrazione e delle pari opportunità. Per favorire l'inclusione si prevede l'erogazione di 30 milioni di euro con lo scopo di organizzare corsi di lingua italiana, pubblici e gratuiti, rivolti a chi è appena arrivato nel nostro Paese. Una cifra pari a 25 milioni di euro verrebbe destinata alla predisposizione di abitazioni che permettano ai rom di abbandonare i campi, mentre 20 milioni sarebbero utilizzati per la creazione di una rete di sportelli legali anti-discriminazione situati in tutti i capoluoghi di provincia.

Sbilanciamoci propone, infine, un impegno per la salute e per il diritto alla casa. In campo sanitario 150 milioni servirebbero per nuove unità spinali, hospice, unità di risveglio e per interventi a favore dei malati cronici. Altri 100 milioni determinerebbero il potenziamento della medicina territoriale, rendendola in grado di rispondere 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. Per quanto riguarda la questione abitativa 200 milioni sarebbero spesi per la costituzione di un fondo straordinario con lo scopo di aiutare le fasce a basso redditoa pagare l'affitto , 300 milioni andrebbero invece in dotazione al "Fondo nazionale di sostegno per l'accesso delle abitazioni in locazione", previsto dalla legge 431 del 1998, che fornisce contributi per i canoni ai cittadini indigenti.