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Le ragioni di Massimo Bottura sono anche le nostre

Fabio Luppino
·Ufficio centrale HuffPost
·1 minuto per la lettura
(Photo: Dan Steinberg/Invision/AP)
(Photo: Dan Steinberg/Invision/AP)

In merito ad un articolo sullo chef Massimo Bottura, scritto dal condirettore Gianni Del Vecchio, riceviamo una lettera dal presidente della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), Lino Enrico Soppani, che pubblichiamo.

Gentile condirettore,
Le scrivo questa lettera nel mio ruolo di Presidente FIPE-Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, la più grande rappresentanza del settore nel nostro Paese, che mercoledì scorso ha avuto l’onore di ospitare alla propria Assemblea pubblica annuale alcuni autorevoli esponenti del Governo ed imprenditori di riferimento del mondo di pubblici esercizi e della filiera agro-alimentare Made in Italy. Tra questi interventi c’è stato quello di Massimo Bottura, al quale si riferiva l’articolo a Sua firma pubblicato giovedì: “I sussidi e i riccastri. La ricetta sbagliata di Massimo Bottura”.
Le scrivo non per difendere un ospite della nostra Assemblea e, nemmeno, un socio della nostra Associazione. Le scrivo per difendere lo spirito sindacale che quell’intervento sottendeva. Lo chef Bottura, infatti, con il consueto energico temperamento, ha tenuto un discorso colorito e appassionato, condividendo la sua diretta esperienza. Innanzitutto, va sottolineato che tale esperienza, lungi dall’essere “uno schiaffo”, conta per tanti imprenditori - magari quelli in difficoltà per cui i ristori fanno la differenza - proprio perché tangibile e proveniente da un collega che non può essere certo tacciato di scarsa capacità manageriale.

Tanto più che lo scoramento di Bottura conteneva un caveat importante, che peraltro è stato più volte portato all’attenzione del Governo nel nostro continuo dialogo con le istituzioni: le risorse complessivamente distribuite dallo Stato Italiano appaiono certamente imponenti nei totali, ma non si avvicinano a sostenere le perdite e i costi aggiuntivi che quest’...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.