Italia markets closed
  • Dow Jones

    31.180,19
    -8,19 (-0,03%)
     
  • Nasdaq

    13.516,21
    +58,96 (+0,44%)
     
  • Nikkei 225

    28.756,86
    +233,60 (+0,82%)
     
  • EUR/USD

    1,2157
    +0,0041 (+0,34%)
     
  • BTC-EUR

    26.025,92
    -2.824,73 (-9,79%)
     
  • CMC Crypto 200

    626,19
    -53,71 (-7,90%)
     
  • HANG SENG

    29.927,76
    -34,71 (-0,12%)
     
  • S&P 500

    3.852,86
    +1,01 (+0,03%)
     

Le uniche date certe di apertura degli impianti sciistici

·4 minuto per la lettura

AGI  - Le regioni alpine chiedono di poter riaprire, in sicurezza, gli impianti di sci per salvare la stagione turistica. L'ipotesi, ha detto il presidente dell'Alto Adige, Arno Kompatscher, è di un'apertura iniziale solo per residenti, quindi che non necessitano di pernottamenti, e poi anche a eventuali turisti in arrivo da altre regioni.

Per il momento, le uniche date certe di apertura degli impianti sciistici sono quelle che interessano le gare di Coppa del mondo di sci alpino, previste a dicembre in Alto Adige e Trentino. Si tratta di aperture ad uso esclusivo agli atleti e relativi staff tecnici delle squadre nazionali che parteciperanno alle due gare veloci in Val Gardena, il 18 e 19, alle due tecniche in Alta Badia il 20 e 21, e allo slalom speciale di Madonna di Campiglio il 22. 

I vicepresidenti e gli assessori delle regioni che affacciano sulle montagne hanno approvato  in sede di Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome le linee guida per l'utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali.

Il documento, afferma una nota, individua tutte le misure di prevenzione del contagio da Covid da predisporre per l'utilizzo in sicurezza degli impianti durante la stagione invernale.

Alla riunione erano presenti Martina Cambiaghi (assessore allo Sport e Giovani della Lombardia), Daniel Alfreider (vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (vicepresidente della Val d'Aosta), Sergio Bini (assessore al Turismo del  Friuli Venezia Giulia), Federico Caner (assessore al Turismo del Veneto), Roberto Failoni (assessore al Turismo della Provincia Autonoma di Trento) e Fabrizio Ricca (assessore allo Sport del Piemonte).  

“Pur con la piena consapevolezza delle difficoltà e delle incertezze dettate da questo difficile momento – scrivono - tutto il sistema turistico sta lavorando alacremente per un avvio in sicurezza della stagione invernale con il coordinamento degli Assessori agli impianti a fune di Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia”. 

"Alla luce, tuttavia, delle notizie riguardanti le misure che il Governo intende adottare nel prossimo Dpcm, secondo le quali si esclude la possibilità di aprire gli impianti a fune per le festività natalizie, gli assessori delle regioni alpine chiedono al Governo di rivedere questa scelta che metterebbe in crisi un intero sistema, che porta un notevole indotto economico, lavorativo e sociale per l'intero Paese”. 

 "Siamo tutti ben coscienti delle difficoltà del momento - evidenziano - ma vogliamo e dobbiamo guardare al futuro con atteggiamento positivo, consapevoli soprattutto dell'importanza che l'industria dello sci ricopre per l'economia italiana. Grazie all'approvazione delle linee guida per gli impianti sciistici potremo garantire un avvio in sicurezza della stagione invernale". 

Cauto il governatore piemontese Alberto Cirio: "Il turismo invernale della montagna è sicuramente un pezzo fondamentale della nostra economia. Però prima viene la salute", sottolinea. "Io credo - aggiunge però - che si tratti come sempre di ricercare il buon senso, cioè di verificare se esiste la possibilità di permettere alle attività sciistiche di funzionare nel rispetto prioritario delle condizioni della salute". 

Per il presidente del Piemonte occorre "lavorare con grande attenzione e prudenza, trovando punti di equilibrio". 

Zaia chiede un coordinamento europeo

"Nel rinnovo del dpcm del 3 dicembre sembra si vogliano bloccare le piste da sci. Ma noi comunque le linee guida per gli impianti sciistici le abbiamo fatte nel rispetto della salute pubblica e di una economia che senza lo sci sarebbe messa a dura prova", fa eco il governatore veneto Luca Zaia. "Noi vorremmo che ci fosse un coordinamento europeo, perché chiudere Arabba o Cortina e pensare che nell'altro versante delle montagna si scia tranquillamente sarebbe difficilmente giustificabile. Di sicuro una stagione senza sci per la nostra montagna sarebbe un suicidio". 

"L'obiettivo deve essere quello di arrivare ad una riapertura in sicurezza degli impianti di sci", insiste il presidente della regione Valle d'Aosta Erik Lavevaz, che spiega: "oggi all'interno della Conferenza delle Regioni è stata ribadita, e non soltanto dalle Regioni di montagna, l'importanza del settore degli impianti a fune e di tutto mondo economico della neve. Dobbiamo arrivare ad una sintesi con il Governo per garantire la sicurezza di sciatori e operatori e per determinare quali possano essere le migliori modalità e tempistiche per l'avvio della stagione".

A non chiudere le porte è il capogruppo dem Andrea Marcucci: "Le piste da sci? Con dei regolamenti molto rigidi penso si possano tenere aperte, lavorerò perché si possano tenere aperti con gli standard di garanzie adeguate".