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Le scuole superiori riaprono a gennaio, i governatori fermano Azzolina

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·2 minuto per la lettura
TURIN, ITALY - NOVEMBER 23: The teacher, wearing a mask, attends a remote lesson via Google Meet at the Erasmus of Rotterdam high school on November 23, 2020 in Turin, Italy. Due to the coronavirus pandemic, most children in Erasmo da Rotterdam high school in the Nichelino district attend alternate days of distance learning and in-class participation as part of the school district's hybrid education model. Italy has shut some schools, bars, restaurants and shops in the worst-affected areas. The government continues to enforce the regional lockdown measures to control the spread of COVID-19. (Photo by Diego Puletto/Getty Images) (Photo: Diego Puletto via Getty Images)
TURIN, ITALY - NOVEMBER 23: The teacher, wearing a mask, attends a remote lesson via Google Meet at the Erasmus of Rotterdam high school on November 23, 2020 in Turin, Italy. Due to the coronavirus pandemic, most children in Erasmo da Rotterdam high school in the Nichelino district attend alternate days of distance learning and in-class participation as part of the school district's hybrid education model. Italy has shut some schools, bars, restaurants and shops in the worst-affected areas. The government continues to enforce the regional lockdown measures to control the spread of COVID-19. (Photo by Diego Puletto/Getty Images) (Photo: Diego Puletto via Getty Images)

Il nodo resta sempre lo stesso: la scuola. L’idea di riaprire gli istituti superiori di tutta Italia a dicembre appare ormai tramontata, nonostante il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina abbia provato in ogni modo ad accelerare. Ha ottenuto invece la promessa di riaprire i battenti il 7 gennaio e di non richiuderli più fino alla fine dell’anno. Anche se poi, come si sa, molto dipenderà dalla curva dei contagi.

La pietra tombale sulla riaperture delle scuole il 9 dicembre, nonostante anche il premier Conte avesse parlato di ritorno tra i banchi prima di Natale, è stata posta ieri dai governatori durante un incontro con il ministro della Salute Roberto Speranza, il quale ha preso atto che molti presidenti preferiscono riaprire le scuole superiori a gennaio. Solo Eugenio Giani della Toscana ha proposto una forma intermedia. Contattato dall’Huffpost spiega che sarebbe opportuno “in questa fase di contenimento immaginare una didattica al 50% a casa e al 50% in classe. Una forma intermedia, insomma”. In modo tale, spiega il governatore, che gli alunni “possano sincronizzarsi meglio con la didattica a distanza. Se a casa non capiscono qualcosa hanno possibilità di chiederla in presenza il giorno dopo agli insegnanti”. E ancora: “E’ importantissimo che questi giovani possano vivere un livello di socializzazione altrimenti perdono molto nel chiudersi a casa. La didattica a distanza funzione se viene integrata con la presenza in classe”.

Tuttavia la sua è rimasta una posizione isolata rispetto alla maggioranza dei governatori, che ha chiesto di tenerle chiuse fino a gennaio. In molti casi il problema è sempre quello dei trasporti. La proposta del ministro Paola De Micheli di fare lezione a scuola anche il sabato e la domenica è stata bocciata e ha ricevuto anche critiche aspre. A prendere le distanze sono stati non solo i sindacati e le opposizioni ma persino...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.