Italia markets closed
  • FTSE MIB

    22.965,63
    -127,47 (-0,55%)
     
  • Dow Jones

    31.496,30
    +572,16 (+1,85%)
     
  • Nasdaq

    12.920,15
    +196,68 (+1,55%)
     
  • Nikkei 225

    28.864,32
    -65,78 (-0,23%)
     
  • Petrolio

    66,28
    +2,45 (+3,84%)
     
  • BTC-EUR

    40.903,60
    +1.206,88 (+3,04%)
     
  • CMC Crypto 200

    982,93
    +39,75 (+4,21%)
     
  • Oro

    1.698,20
    -2,50 (-0,15%)
     
  • EUR/USD

    1,1925
    -0,0054 (-0,45%)
     
  • S&P 500

    3.841,94
    +73,47 (+1,95%)
     
  • HANG SENG

    29.098,29
    -138,50 (-0,47%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.669,54
    -35,31 (-0,95%)
     
  • EUR/GBP

    0,8605
    -0,0011 (-0,13%)
     
  • EUR/CHF

    1,1082
    -0,0040 (-0,36%)
     
  • EUR/CAD

    1,5074
    -0,0087 (-0,58%)
     

Le trimestrali Usa dicono "nessuna bolla"

Virgilio Chelli
·1 minuto per la lettura
Le trimestrali Usa dicono
Le trimestrali Usa dicono

L’andamento dei conti trimestrali delle aziende americane può essere un buon indicatore del rischio di surriscaldamento dei mercati

Le trimestrali americane stanno cancellando la parola ‘bolla’ dal dizionario di analisti e guru che parlavano di prezzi sopravvalutati e sganciati dalla realtà dell’economia reale.

STIME QUASI SEMPRE BATTUTE

Circa tre quinti delle società che compongono lo S&P 500 hanno pubblicato finora i risultati del quarto trimestre e dell’intero 2020 e per l’83% dei casi hanno battuto le stime in termini di utili, mentre nel 77% le hanno battute sul fatturato. Inoltre, una società su tre di quelle che hanno pubblicato i risultati ha addirittura migliorato la guidance per il 2021. Il quadro generale continua a segnare una forte dispersione. Nel quarto trimestre i finanziari, rimasti indietro, hanno agganciato i tecnologici quanto a performance anno su anno, seguiti da materiali, sanità e servizi di comunicazione.

PETROLIO ANCORA TIMIDO

Restano indietro i consumi discrezionali, l’immobiliare e gli industriali, con il settore energetico fanalino di coda. Le prospettive di questo segmento restano appese al prezzo del petrolio, con il WTI che sta tentando di rompere la resistenza in area 55-56 dollari ma non convince ancora gli investitori che vogliono vedere una rottura netta. A quel punto anche i petroliferi potrebbero salire sul carro del Toro.