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L'edilizia sostenibile come necessità per migliorare la qualità della vita

Redazione
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L'edilizia sostenibile come necessità per migliorare la qualità della vita
L'edilizia sostenibile come necessità per migliorare la qualità della vita

ARTICOLO DA INVESTIRESOSTENIBILE.IT Un nuovo approccio molto più attento ad una progettazione che tenga conto della biocompatibilità, della sostenibilità delle costruzioni al fine di limitare gli impatti nell’ambiente si sta affermando. È il modello dell’edilizia sostenibile che riguarda non soltanto gli edifici nuovi, da realizzare nel rispetto di normative tecniche molto restrittive, ma anche gli immobili che necessitano di azioni di recupero e di riqualificazione.

L'EDILIZIA SOSTENIBILE È UNA NECESSITÀ

Il passaggio ad una edilizia sostenibile è ormai una necessità per migliorare la qualità della vita dei cittadini, diminuire il consumo di energia, dare maggior valore alle case, ridurre le emissioni e la dipendenza energetica. Oggi si fa particolare attenzione all’intera vita del prodotto edilizio: dal reperimento delle materie prime ai processi produttivi dei materiali, alla dismissione del bene, al recupero e alla riciclabilità dei materiali. Il tutto coniugando le esigenze e l’evoluzione dell’edilizia, con il rispetto dell’ambiente, del territorio e della salute dell’uomo.

I RISCHI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

D’altra parte, il settore immobiliare è fortemente esposto ai rischi fisici legati ai cambiamenti climatici in atto, con perdite dirette dovute alle inondazioni pari a 150 miliardi di dollari all’anno tra il 2002 e il 2012. È stato stimato che, entro il 2070, 150 milioni di persone nelle grandi città portuali saranno a rischio di inondazioni che potrebbero danneggiare beni immobiliari per un valore di 35.000 miliardi di dollari, pari al 9% del PIL mondiale. Gli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi implicano per il settore immobiliare una riduzione delle emissioni di CO2 del 77% entro il 2050. Gli investimenti necessari per allineare l’impronta di carbonio degli edifici esistenti all’obiettivo dei 2°C sono consistenti: sono previsti infatti 300 miliardi di dollari annuali entro il 2020.

CONTRASTARE IL CONSUMO DI SUOLO

Occorrerà anzitutto moltiplicare gli sforzi sull’edilizia esistente, anche per contrastare il fenomeno del consumo di suolo. In particolare, sarà necessario passare dalla riqualificazione di singoli appartamenti a un approccio su interi edifici o quartieri. Anche i margini di riduzione dei consumi energetici nel comparto dell’edilizia sono molto ampi: con interventi sia sulla componente impiantistica sia sulle dispersioni termiche si può diminuire l’impiego di combustibili fossili del 70-90%. Inoltre, entro il 2020 la progettazione e la costruzione di nuovi edifici dovranno garantire consumi 10 volte inferiori rispetto a quelli attuali. Infine, sarà necessario abbinare sostenibilità ambientale e sociale, per garantire una maggior accessibilità degli alloggi nelle aree urbane.

PUNTARE SU EDIFICI A BASSO CONSUMO DI ENERGIA

Per vincere la sfida per uno sviluppo sostenibile, in termini ambientali, economici e sociali, gli esperti suggeriscono edifici a basso consumo di energia, sviluppo dell’economia circolare, utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e cantieri a basso impatto ambientale.A questo proposito, il settore costruzioni necessita di un piano ad hoc per raggiungere i risultati di innovazione e di aumento di produttività che altri settori industriali hanno già raggiunto. Una strada percorribile consiste nel prefiggersi obiettivi di innovazione con strategie per conseguirli, in termini di digitalizzazione dei processi, investimenti in ricerca e sviluppo, formazione degli operatori, semplificazione e riduzione delle procedure amministrative. Inoltre è indispensabile dare impulso all’edilizia sostenibile anche per completare la transizione verso un modello economico circolare: basti pensare che il 40% del consumo finale di energia è legato alla fase di esercizio degli edifici mentre nella fase di costruzione dell’edificio la CO2 emessa per la produzione dei materiali rappresenta il 10-20% di quella emessa dall’edificio nel corso della sua intera vita utile. Inoltre, i rifiuti da costruzione e demolizione rappresentano un terzo dei rifiuti prodotti in Europa, la cui maggior parte potrebbe essere riutilizzata a condizione di avere una normativa chiara e ben indirizzata al riciclo/riutilizzo.

L'EDILIZIA SEMPRE PIÙ ECO-FRIENDLY

Il settore è cambiato: richiede nuove competenze a tutti i livelli della filiera e delinea la nascita di nuove figure professionali e nuovi posti di lavoro. La buona notizia è che attualmente si dispone di una gamma di provvedimenti che, se utilizzati in modo coerente e coordinato, possono concorrere in maniera significativa al rilancio del settore dell’edilizia sia privata che pubblica eco-friendly. Un contesto normativo e regolamentare che risulta sicuramente favorevole all’avvio di una rinnovata fase di investimenti caratterizzati dalla partnership pubblico privato per un’edilizia sempre più sostenibile. LEGGI TUTTE LE ALTRE NOTIZIE DI INVESTIRESOSTENIBILE.IT