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Legambiente: ecco le #opereprioritarie per il Green New Deal -2-

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Roma, 15 gen. (askanews) - "Vista la crisi climatica e i limiti di bilancio è necessario scegliere le priorità, e cambiare metodo perché finora si è agito sugli effetti senza prendere di petto le cause. Gli interventi che mettiamo in evidenza sono coerenti con la lotta ai cambiamenti climatici - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - farebbero aumentare la qualità della vita, recuperare ritardi nelle infrastrutture, produrre un salto di qualità nella modernità: interventi che danno concretezza agli ingenti investimenti che si prevedono a livello nazionale ed europeo per il Green New Deal. Alla luce del piano presentato dalla Commissione europea con lo stanziamento di mille miliardi di euro per le politiche ambientali e climatiche, una parte importante di queste risorse deve finanziare il Green New Deal italiano, dando priorità a queste 170 opere".

"Questo dossier - aggiunge Maria Maranò della segreteria di Legambiente e curatrice del rapporto Green New Deal italiano - è un contributo che vogliamo offrire al governo e al dibattito pubblico, individuando i diversi e numerosi ostacoli da rimuovere una volta per tutte, e intervenendo sui processi ordinari e non superando vincoli e regole che negli anni hanno saputo evitare disastri. Non serve smontare le regole che pongono argini agli scempi, all'illegalità, all'infiltrazione mafiosa, al lavoro nero e dequalificato. Sono circa 20 anni che si interviene con leggi speciali per sbloccare i cantieri, dai nomi salvifici - Legge Obiettivo (governo Berlusconi), Sblocca centrali (Berlusconi), Sblocca Italia (Renzi), Sblocca Cantieri (Conte 1) - che si accompagnano solitamente con una moltiplicazione di commissari straordinari; ma la realtà ha dimostrato che gli effetti di queste norme, quando non fanno danno, sono poco efficaci".

Le 170 opere selezionate da Legambiente sono molto diverse tra di loro per consistenza e per impegno finanziario, ma tutte sono bloccate o procedono a rilento e raccontano un'Italia fatta di inadempienze, rimpalli e contenziosi, cattiva progettazione, piani finanziari incerti, progetti troppo ambiziosi di project financing, lievitazioni dei costi, perdita di finanziamenti da parte della pubblica amministrazione locale, commissari straordinari nominati e revocati.

Le 11 emergenze nazionali messe nero su bianco da Legambiente vanno dal risanamento dei siti inquinati industriali agli impianti di depurazione, dalla bonifica delle discariche abusive alla necessità di avere discariche per il corretto smaltimento dell'amianto, dal deposito per le scorie radioattive a media e bassa attività allo smantellamento delle piattaforme offshore non produttive, dagli interventi di adattamento e riduzione del rischio idrogeologico all'abbattimento degli edifici abusivi, dalla ricostruzione post terremoto alla costruzione di impianti anaerobici per la produzione di biometano e compost di qualità, fino all'innovazione tecnologica nei piccoli comuni per fermare lo spopolamento delle aree interne.