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L'esclamazione in diretta è stata ascoltata da tutta l'aula riunita

Consigliere bestemmia consiglio comunale

Nello ultimo consiglio comunale di Roma Capitale un consigliere del Partito Democratico ha bestemmiato e le sue parole sono state ascoltate da tutti. Il membro dell’assemblea capitolina, pensando forse di aver spento il microfono del proprio computer – ricordiamo infatti che il consiglio si è tenuto in teleconferenza – si è lasciato andare all’imprecazione che ha lasciato tutti i partecipanti stupiti. Solo dopo diversi e interminabili momenti di silenzio e imbarazzo, il presidente dell’aula Giulio Cesare non ha potuto fare altro che interrompere la seduta, tra gli sguardi esterrefatti di tutti i consiglieri comunali.

Consigliere bestemmia durante il consiglio comunale

Quanto avvenuto nel consiglio comunale di Roma non è stato un caso isolato in questo periodo di emergenza coronavirus, fatto di smart working e video call. I limiti tecnologici di alcuni funzionari pubblici, uniti ad una scarsa dimestichezza con la materia informatica, hanno generato infatti non pochi casi imbarazzanti.

Come dimenticare, ad esempio, il caso del consiglio regionale della Campania, con suoni strani che all’improvviso sembravano essersi impossessati del device di qualche partecipante o, per rimanere sul tema bestemmie, l’episodio del consiglio comunale di Trieste. In quell’occasione a bestemmiare non era stato uno dei partecipanti alla riunione, ma un parente, probabilmente il figlio, di uno di loro che non essendosi reso conto della diretta aveva esclamato delle parole udite a chiare lettere da tutti. Altro momento di grande imbarazzo, con il presidente del consiglio triestino che aveva appena finito di sottolineare come quella prima assemblea online rappresentasse un test su cui però riponeva grande fiducia.