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L'ex re dei party del lusso dopo Covid alleva lumache: "Mi hanno ridato speranza"

Ilaria Betti
·.
·2 minuto per la lettura
(Photo: Gabriele Basilico)
(Photo: Gabriele Basilico)

Dagli eventi con i grandi brand del lusso alle lumache. In mezzo, la pandemia, che ha stravolto vite e carriere portando molte persone a percorrere strade impreviste. È quello che è accaduto a Martino Crespi, curatore di eventi nei più famosi carpet e saloni del mondo. “Nel 2019 ne ho organizzati 180, uno ogni due giorni. La mia agenzia, prima del Covid-19, fatturava sei milioni di euro all’anno”, ci racconta. Con il lavoro completamente azzerato, Crespi ha trovato la sua ancora di salvezza nel “1,618 - Lumachificio aureo”, dove un milione e mezzo di chiocciole vengono allevate secondo il rigido disciplinare all’insegna della sostenibilità della Chiocciola Metodo Cherasco e vivono in un ettaro e mezzo di terreno, ascoltando le arie di Verdi e Puccini. Una vera e propria impresa, nata quasi per caso, ma destinata, secondo Crespi, ad avere successo: “Voglio rendere la lumaca ‘cool’, creando qualcosa di mai visto prima. A volte anche le disgrazie possono trasformarsi in grandi occasioni. Io ero uno dei tanti lavoratori devastati dal Covid, ma queste lumache mi hanno ridato speranza”.

Quello dell’elicicoltura è un settore in crescita nel quale l’Italia con i suoi 1100 allevamenti di chiocciole rappresenta il principale produttore d’Europa seguito da Spagna e Grecia. Un mercato dall’altissimo potenziale (le chiocciole sono una risposta salutare alla domanda mondiale di proteine animali e sono a bassissimo impatto ambientale non producendo reflui) che secondo la Coldiretti sta correndo ad un ritmo del +320%. Un settore in fermento nel quale Crespi sta già cambiando le regole del gioco.

Com’è nata l’idea del Lumachificio?

“L’ispirazione è venuta da un mio caro amico. Erano anni che mi diceva: ‘Dai, Martino, facciamo qualcosa in agricoltura. Io sono un dentista, ma voglio rallentare’. Io lo ignor...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.