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Libia, i partiti insorgono e chiedono al Governo di riferire in Aula

·3 minuto per la lettura

AGI -  Un moto di indignazione ha percorso da destra a sinistra le forze politiche, dopo la notizia degli spari della guardia costiera libica contro i due pescherecci italiani, al largo di Misurata. Fratelli d'Italia, Liberi e Uguali e Noi con l'Italia chiedono che il governo riferisca immediatamente in Aula, mentre il Partito democratico condanna l'accaduto e si prepara a ricevere il sindaco di Mazara del Vallo che aveva già manifestato preoccupazione per la sicurezza in quel tratto di mare. 

Il pressing di FdI

"Fratelli d'Italia chiede al Governo di riferire immediatamente in Parlamento su quanto accaduto ai danni di tre pescherecci italiani. Chiediamo che si faccia sentire forte e autorevole la voce del Governo Draghi e del Ministro degli Esteri. L'Italia non deve piegare la testa", sottolinea Giorgia Meloni. "Si tratta del secondo episodio in pochi mesi e pretendiamo che il governo ci riferisca nel merito", aggiunge.

Dello stesso avviso, anche Maurizio Lupi di Noi con l'Italia che 'chiama' in Parlamento il ministro degli esteri Luigi Di Maio: "Chiediamo al ministro degli Esteri di riferire immediatamente sull'episodio e sullo stato dei rapporti con la Libia. Ad un primo superficiale sguardo sembrerebbe paradossale continuare ad addestrare la guardia costiera libica per riceverne in cambio continue segnalazioni di violenze sui migranti e colpi di mitraglia alle nostre navi", sottolinea Lupi.

Anche da sinistra, nelle fila di Liberi e Uguali, si chiede al governo "di riferire con urgenza in Aula" e si tira in ballo lo stesso presidente del Consiglio, Mario Draghi: "Ci spieghi se a sparare è stata la stessa guardia costiera libica che il Presidente del Consiglio ha ringraziato qualche giorno fa per le deportazioni quotidiane di migranti e se lo ha fatto utilizzando una delle motovedette che gli abbiamo regalato", dice Erasmo Palazzotto. 

Per Letta le scuse non bastano 

Il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, avverte che "non ci si potrà accontentare di scuse o vaghe spiegazioni" perchè "è inconcepibile quel che è accaduto oggi. Solidarietà al comandante del peschereccio italiano", aggiunge Letta. E martedì 11 maggio, i membri della segreteria Pd, Lia Quartapelle ed Enrico Borghi incontreranno il sindaco di Mazara del Vallo per parlare della situazione che si è venuta a creare con gli spari da parte della guardia costiera libica contro due pescherecci italiani e della situazione generale riguardante la sicurezza di pescherecci in quel tratto di mare, stando a quanto apprende l'AGI. 

"Noi incontreremo il sindaco di Mazara del Vallo martedì, come segno di attenzione del Pd nei confronti del comparto e del territorio", dice Borghi all'AGI. "E necessario che il governo verifichi fino in fondo la dinamica. Senza sconti, nel caso ci siano violazioni della legalità internazionale", aggiunge Borghi.

La Lega e l'intervento diplomatico

Per la Lega, "è gravissimo l'attacco della Guardia costiera libica al peschereccio italiano Aliseo. La Lega chiede da tempo un intervento diplomatico per garantire la sicurezza e il lavoro dei nostri pescatori", sottolineano i deputati Lorenzo Viviani e Paolo Formentini, capo dipartimento Pesca del partito e vicepresidente della commissione Affari esteri di Montecitorio.

Solleva il tema della sicurezza nel tratto di mare interessato dagli spari anche il senatore di Forza Italia e capogruppo in Commissione Esteri, Enrico Aimi: "Al fine di evitare che questi episodi abbiano a replicarsi è necessario che l'Italia intavoli altresì trattative con il nuovo governo libico al fine di chiarire lo status di quella zona di mare contestata".

Per Italia Viva, "la misura è colma. Prima il sequestro e la prigionia, adesso addirittura i colpi di mitra. Se l'incolumità di cittadini italiani che svolgono il loro lavoro viene messa in pericolo lo stato ha il dovere di intervenire e proteggerli", spiega Davide Faraone che aggiunge: "Ci aspettiamo un rapido chiarimento e le scuse da parte del governo di Tripoli".