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Libri da studiare/2: "Strana vita, la mia" di Romano Prodi

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Hp (Photo: Hp)
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Si intitola “Strana vita, la mia”, il libro autobiografico che Romano Prodi ha scritto con Marco Ascione, edito in questi giorni da Solferino. Ma è molto strana, molto molto strana, anche e soprattutto un’altra cosa: che dopo ben otto anni dal fattaccio, mentre il quadro politico di allora ha subito un terremoto, non si trova nemmeno non dico un simil-Buscetta, ma neanche un picciotto, uno delle manovalanza, un peone, un due di briscola, un’ultima ruota del carro dei famosi 101 che sabotarono in segreto l’elezione di Prodi e che prenda un po’ di coraggio e confessi: “Parlo per me perché non voglio fare i nomi degli altri (ci tengo alla famiglia), ma io sono stato uno dei 101 parlamentari che si organizzarono per mandare Prodi all’inferno piuttosto che al Quirinale”.

A parte che nel libro Prodi sostiene, fondatamente, che i 101 sono stati in realtà circa 120, a parte questo, si tratta di una forma di omertà inscalfibile, un patto di sangue che ha custodito intatto per tutti questi anni il segreto su una dei tornanti politici più importanti e misteriosi nella nostra storia politica. Ma nel Pd tutti zitti, dopo anni. Nel Pd i congiurati non vogliono ancora uscire allo scoperto. Ma perché, di cosa hanno paura? Cosa temono, rappresaglie dei capibastone che nell’oscurità hanno complottato per tenere fuori dal Quirinale il loro candidato ufficiale? Un po’ di coraggio, su. O di trasparenza, come amate dire con una parola che ormai non significa più niente. Almeno uno, uno dei 101 che esca allo scoperto dopo otto anni per rompere il muro d’omertà. Nulla vidi, nulla seppi, nulla sentii.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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