Italia markets closed
  • FTSE MIB

    25.218,16
    -495,44 (-1,93%)
     
  • Dow Jones

    33.290,08
    -533,32 (-1,58%)
     
  • Nasdaq

    14.030,38
    -131,02 (-0,93%)
     
  • Nikkei 225

    28.964,08
    -54,22 (-0,19%)
     
  • Petrolio

    71,50
    -0,14 (-0,20%)
     
  • BTC-EUR

    30.235,44
    -374,47 (-1,22%)
     
  • CMC Crypto 200

    888,52
    -51,42 (-5,47%)
     
  • Oro

    1.763,90
    -5,10 (-0,29%)
     
  • EUR/USD

    1,1868
    -0,0042 (-0,36%)
     
  • S&P 500

    4.166,45
    -55,41 (-1,31%)
     
  • HANG SENG

    28.801,27
    +242,67 (+0,85%)
     
  • Euro Stoxx 50

    4.083,37
    -74,77 (-1,80%)
     
  • EUR/GBP

    0,8592
    +0,0044 (+0,51%)
     
  • EUR/CHF

    1,0936
    +0,0017 (+0,16%)
     
  • EUR/CAD

    1,4783
    +0,0072 (+0,49%)
     

Libri: "Tornare Potenza", un'economia sovrana per uscire dalla crisi nel saggio di Burla

·3 minuto per la lettura

"Sovranità" è una parola che ormai è entrata a far parte del comune linguaggio, soprattutto quello politico ed economico. Filippo Burla, nel saggio “Tornare Potenza” (Altaforte Edizioni) parla proprio di Sovranità, analizzando la storia che ha portato l’Italia dall’essere la “quarta potenza” a fanalino di coda dell’Europa. Un’analisi non scontata di cause, meccanismi e conseguenze che prende in esame quello che definisce "il fallimentare progetto dell’euro". Ma attenzione: come specifica l’autore, abbandonarlo, per quanto condizione necessaria, non è sufficiente. Serve altro, uno scatto che coinvolga tutti i settori, dall’industria all’intervento statale, dall’architettura economica del paese alla riflessione sul debito pubblico.

"Alla globalizzazione si è risposto anche qui da noi con una sempre maggior dose di liberismo, entrando in un vero e proprio circolo vizioso - scrive nella prefazione al saggio di Burla il segretario generale dell'Ugl Francesco Paolo Capone - Solo inquadrando il sovranismo in questo contesto, come risposta alle storture della globalizzazione ultraliberista, come tentativo di riaffermare sopra il mercato globale i diritti, difesi solo a livello nazionale, se ne può comprendere il significato. Tornare alle origini, ricostruire le mura per difendere una città sotto assedio. In questo contesto, guardando all’Europa, l’Unione europea avrebbe dovuto e potuto costituire un argine al globalismo selvaggio a difesa del modello sociale europeo, tanto faticosamente conquistato. Così, invece, almeno finora non è stato. Anzi, le istituzioni europee hanno abbracciato i dogmi liberisti nelle politiche economiche e sociali e con, per di più, una valuta unica fin troppo forte, tarata sul marco tedesco, controproducente al fine di imporre la produzione e quindi il lavoro europeo nel mondo, ma utile a una spregiudicata competizione economica tutta interna all’Europa fra gli stessi Stati membri. E così, anche stavolta per reazione, il 'sovranismo' si è fatto anti europeo".

"È davvero impossibile immaginare un cambio radicale di paradigma? È realmente preclusa la strada per un’uscita ordinata dall’eurozona, tornando a essere padroni della nostra moneta, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero in termini di politiche economiche, industriali, commerciali, fiscali, sociali?", si chiede Capone.

"Al momento di Italexit non si osa quasi neanche parlare - sottolinea il segretario dell'Ugl - Ne parla senza timori e con cognizione di causa Filippo Burla, proponendo però anche un’altra possibilità politicamente meno improbabile e che anzi si fa sempre più concreta: quella di immaginare un ruolo nuovo per la Bce. Oggi ancor più attuabile, sulla spinta dello tsunami economico e sociale generato dalla pandemia di Covid19. Una crisi talmente profonda da aver squarciato il velo di Maya dei dogmi neoliberisti mostrando chiaramente che, con il lavoro in lockdown, con l’acuirsi delle disparità sociali, affidandosi solo all’economia virtuale dello scambio di prodotti fabbricati altrove, per di più imbrigliati nel sistema del debito in valuta 'estera', il Paese non può sopravvivere a lungo".

"Ora si torna a parlare della necessità di produzioni nazionali – mascherine, vaccini – comprendendo che non si vive, letteralmente, di solo terziario. Di sanità pubblica, sussidi a chi è in difficoltà, che si chiamino ristori o Cigd di massa, di come far funzionare, nonostante tutto, la scuola. In una parola di Stato sociale. Forse questa crisi potrà essere l’occasione per un significativo cambiamento di rotta. Forse il ritorno a un’economia almeno parzialmente sovrana non sarà solo desiderabile, ma diverrà, per forza di cose, necessario", conclude Capone.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli