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Licenziati con una mail 422 dipendenti della Gkn di Campi Bisenzio

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GKN (Photo: ..)
GKN (Photo: ..)

La Gkn chiude il proprio stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze) e apre la procedura di licenziamento collettivo per tutti i propri 422 dipendenti. Lo rende noto Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze e Prato, secondo cui la multinazionale che produce componenti per l’automotive si assume “la responsabilità di un enorme danno sociale” ed economico, “con conseguenze nefaste per tutto l’indotto”.

La società ha motivato la decisione con la situazione del mercato automobilistico e la contrazione dei volumi e della domanda che gli operatori del settore considerano avviata verso un trend ribassista generalizzato, trend amplificato dalla pandemia e dai processi di cambiamento che l’emergenza sanitaria ha scatenato. Il trend negativo ha mostrato un carattere strutturale e irreversibile. La struttura organizzativa del gruppo appare “non più sostenibile”. La sede e il sito produttivo di Campi Bisenzio saranno chiusi e gli esuberi - viene precisato - sono strutturali. Secondo l’azienda, non ci sono le condizioni per ricorrere agli ammortizzatori sociali per la totale cessazione dell’attività.

“Questa mattina la GKN driveline, azienda fiorentina che produce componenti meccanici per i motori delle auto, di proprietà di un fondo inglese (acquisita dal 2018 da Melrose), con un altro stabilimento sul territorio italiano a Bolzano, via per pec, senza nessun preavviso, nemmeno alla Confindustria, ha comunicato ai 422 dipendenti il licenziamento e la chiusura del sito” comunicano il Segretario regionale Fim Cisl Alessandro Beccastrini e la segretaria Fim Cisl Firenze Flavia Capilli. “Un comportamento vigliacco- dicono i sindacalisti - senza rispetto per le persone e per il territorio. Una modalità banditesca della gestione dei rapporti che condanniamo senza appelli. Proprio questa mattina l’azienda aveva messo tutti i lavoratori in Par (permesso annuo retribuito) collettivo per le ferie estive e in fabbrica non c’era nessuno. Da informazioni che abbiamo raccolto pare che l’azienda voglia delocalizzare la produzione di Firenze, ma non sappiano dove.
Una cosa che non ha nessuna logica, visto che non poco tempo fa sono stati effettuati importanti investimenti in macchinari e automatizzazione del sito fiorentino”. “Appena abbiamo appreso la notizia - proseguono i sindacalisti - lavoratori e sindacato si sono recati in fabbrica e entrati nel sito nonostante la presenza della security che però non ha bloccato gli accessi. Ora siamo in assemblea permanente in attesa di decidere le prossime azioni ed evitare che vengano a portare via i macchinari”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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