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Ligabue Spa, cambio di filosofia con giovani e investimenti

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Venezia, 28 apr. (askanews) - Superato il giro di boa del centenario nel 2019 e affrontato con decisione l'anno della drammatica emergenza sanitaria a livello globale, la Ligabue Spa ha avviato il 2021 e il secolo entrante con importanti novità: una nuova filosofia aziendale, una nuova organizzazione e nuovi contratti per circa 200 milioni di euro.

"Nei 12 mesi che sono coincisi con questo terribile momento storico - ha spiegato Inti Ligabue CEO e Chairman della società veneziana operante in 14 diversi Paesi del mondo - abbiamo colto l'occasione per voltare pagina e ridisegnare l'organizzazione per il futuro. Il centenario ha segnato una tappa importante per la Ligabue, ma il nuovo presente richiedeva un forzato e necessario cambiamento organizzativo e di approccio al business, che abbiamo voluto affrontare tempestivamente".

La multinazionale - tra i leader a livello mondiale nel settore del Food Service e Life Support, specializzata nei servizi per il mercato marittimo (crocieristico e merci) e industriale legato alle risorse energetiche (Oil & Gas e Mining) in zone remote - ha visto dunque un importante e sostanziale cambiamento sia nell'organizzazione che nel management , con il rinnovamento di diverse figure manageriali in favore di nuove e giovani professionalità e con l'inserimento di un direttore generale, l'ingegnere Paolo Ramadori, con il quale la Ligabue collabora ormai dal marzo dello scorso anno.

A Ramadori, proveniente da posizione apicali in importanti realtà industriali come Comau, Oerlikon, Bombardier Transportation e Officine Maccaferri, è stato dunque affidato il compito di ridisegnare il Businnes Model dell'azienda ultracentenaria.

Un nuovo approccio legato alla produzione di valore in contesti iper competitivi e dove l'efficacia del servizio è essenziale e un intervento mirato per gli aspetti più consumer del Gruppo, con una maggiore valorizzazione della consumer experience.

L'azienda - con un fatturato annuo che in fase pre-Covid, nel 2019, aveva superato i 350 milioni di euro (dai 265 milioni del 2015) - passa dunque da cinque a tre divisioni con l'accorpamento degli ambiti di attività con missione di business similare, in modo da assicurare sinergie e ottimizzazioni dal punto di vista operativo e di marketing strategico, ma anche investimenti per le funzioni di supporto al business.

"Interventi necessari ad affrontare uno scenario mutato - ha commentato il presidente - e una ripresa che la Ligabue intende sia come nuovo approccio al business, sia come efficacia dei costi di struttura".

Emergono ora chiaramente le tre anime del nuovo assetto del Gruppo che complessivamente impegna nel mondo oltre 7000 collaboratori : l'anima della divisione Industrial On & Off Shore destinata alla società Oli & Gas e Mining, quella legata alla supply chain e alla logistica con la divisione Ship Supply & Cargo e quella più consumer- la divisione Maritime Cruise & Ferries - che vede il Gruppo impegnato nelle attività rivolte ai consumatori finali dei traghetti e in quelle del proprio tour operator tedesco - Plantours - al quale è stata destinata anche la nuova bellissima nave fluviale Lady Diletta, battezzata nel giugno 2020, con la Ligabue per la prima volta nel ruolo di armatore.

Si amplia intanto il portafoglio dell'azienda veneziana con nuove partnership e importanti clienti storici: dai rinnovi di contratti pluriennali con il Consorzio KPO e con la SAIPEM in Arabia Saudita, fino alla collaborazione sempre più consolidata con l'emiratina Zakher Marine, società di EPC che dispone di 12 navi. Attività intensificate dunque in Kazakhstan, in Algeria e Arabia Saudita ma anche negli Emirati Arabi, in Olanda e in diversi Paesi europei.