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L'immunologa: "Ecco le mie regole in casa: via la mascherina solo in famiglia"

Primo Piano
·2 minuti per la lettura

Antonella Viola, immunologa italiana ed unica donna del Nordest membro dell'organizzazione dei biologi molecolari europei, docente di Patologia all'Università di Padova, che sa bene che il 70% dei contagi da coronavirus avviene tra le mura domestiche, ha spiegato al Corriere della Sera quali regole ha imposto in famiglia per allontanare il più possibile il rischio che qualcuno risulti positivo al coronavirus.

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Ai figli (due, uno di 19 anni e l’altro di 21), ammette, non può imporre nulla: si affida al loro senso di responsabilità, ma è consapevole che il rischio zero non esiste per nessuno. E visto che la vita non si può più fermare, almeno è possibile limitarla leggermente: “A casa non invitiamo più di 2-3 ospiti per volta, ben distanziati a tavola, le chiacchiere di fine cena a mascherina indossata. Ce la togliamo soltanto tra noi 4, io, figli e marito. I ragazzi hanno partecipato a feste tra amici sottoposti a tampone. Evitiamo assembramenti e voli aerei. Andiamo al ristorante con le dovute accortezze”, spiega Viola.

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E continua: “Sui mezzi di trasporto si può adoperare la mascherina Ffp2 con filtro. Durante le attività ordinarie va bene anche quella di stoffa, se lavata ogni giorno”.

Secondo l’esperta la svolta per il controllo della pandemia potrebbe stare nella diagnostica: “Grandi vantaggi saranno legati alla disponibilità dei tamponi salivari molecolari che, per maneggevolezza, permettono di testare persone che altrimenti potrebbero sfuggire come bambini e persone con difficoltà, ad esempio autismo. Molto importanti sono inoltre i tamponi rapidi antigenici. Nessuno pensa di sostituirli a quelli tradizionali, però possono essere molto utili in certi contesti come scuola e università dove occorrono risposte veloci”.

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