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L'immunologa Viola: "Bambini e 40enni più a rischio col vaiolo delle scimmie"

Mirco Toniolo Errebi / AGF

AGI - "Bambini e adulti nati dopo il 1981 sono più a rischio di contrarre il vaiolo delle scimmie, ma ancora il numero dei contagi è basso per creare allarmismo". A parlare all'AGI è l'immunologa dell'Università di Padova Antonella Viola. Si alza il livello di attenzione sul vaiolo delle scimmie, dopo il primo caso identificato oggi allo Spallanzani di Roma: è un uomo rientrato dalle Isole Canarie.

Nei giorni scorsi, sono stati segnalati casi in Europa e negli Stati Uniti per un totale di 66 persone contagiate. La malattia virale non è nuova, conosciuta da oltre 60 anni e diffusa soprattutto nell'Africa centrale e occidentale, ma riguarda gli animali selvatici e solo occasionalmente infetta gli umani.

Come mai si sta registrando un aumento dei casi? "Perché i giovani non sono vaccinati contro il vaiolo e quindi l'immunità a livello di comunità è calata", spiega Antonella Viola. "Inoltre, i viaggi frequenti favoriscono la circolazione del virus. Non possiamo escludere però che il virus sia mutato e che sia diventato più trasmissibile per gli uomini", prosegue l'immunologa.

Il vaiolo delle scimmie è una malattia virale causata dal Poxvirus che colpisce prevalentemente questi e altri animali selvatici, solo talvolta passa all'uomo. Generalmente non è pericolosa, ma in alcuni casi il tasso di mortalità è significativo: per la famiglia dell'Africa occidentale è di circa l'1%, mentre per quella del bacino del Congo può arrivare fino al 10%.

Le infezioni avvengono prevalentemente per contatto incidentale con animali infetti o con persone che hanno soggiornato in zone a rischio; quindi, l'aumento di viaggi può essere una possibile causa dell'incremento. Il contagio avviene per contatto diretto con le lesioni, con i fluidi corporei, tramite goccioline e con gli indumenti contaminati.

Il periodo di incubazione è generalmente compreso tra 5 e i 21 giorni. I fattori di rischio conosciuti sono il contatto con animali attraverso la caccia e il consumo di selvaggina. Si tratta di un virus del tutto simile a quello del vaiolo umano e infatti, la vaccinazione contro il vaiolo umano protegge anche contro questo virus.

Peccato che il vaccino contro il vaiolo non sia più obbligatorio da molto tempo. Dopo l'Unita' d'Italia, la vaccinazione antivaiolo fu resa obbligatoria per tutti i nuovi nati a partire dal 1888. L'obbligo è stato abolito in Italia nel 1981, dopo che nel maggio 1979 l'Organizzazione Mondiale della Sanita' - OMS, ha decretato eradicato il vaiolo dalla Terra. È possibile un ritorno dell'obbligo del vaccino contro il vaiolo? "È troppo presto per trarre conclusioni. - dichiara Viola - Finora il vaiolo delle scimmie non si è diffuso ampiamente negli esseri umani. Speriamo che anche questa volta i contagi si fermino a pochi casi", conclude l'esperta.

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