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L'importanza della sostenibilità nell'industria tessile

Redazione
·3 minuto per la lettura
L'importanza della sostenibilità nell'industria tessile
L'importanza della sostenibilità nell'industria tessile

Wolfgang Pinner, Responsabile Team SRI di Raiffesen Capital Management, evidenzia la necessità di integrare le tematiche ESG nel settore per rendere la produzione più sostenibile

Secondo una stima della Banca Mondiale l’industria tessile raggiunge un valore di 2.400 miliardi di dollari. Il settore dà lavoro a circa 300 milioni di persone e il volume della produzione è raddoppiato negli ultimi quindici anni. I principali driver di questo aumento sono soprattutto le grandi economie emergenti come la Cina e l’India. Dietro alla crescita del settore però si nascondono molti problemi, sia dal punto di vista ambientale sia da quello dei diritti umani.

L’IMPATTO AMBIENTALE DELLA PRODUZIONE TESSILE

Questi problemi sono stati analizzati in un report da Wolfgang Pinner, Responsabile Team SRI di Raiffesen Capital Management. Il manager della società austriaca di gestione del risparmio ha evidenziato come l’industria tessile abbia un’impronta ambientale significativa. Secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), se il settore continuasse a crescere a questi ritmi, entro il 2050 potrebbe consumare il 25% del budget di CO2 mondiale. Oggi il tessile assorbe l’8% delle emissioni globali di gas serra, mentre il 20% dell’inquinamento delle acque industriali dipende da tintura chimica, candeggio e altri trattamenti dei tessuti. Per avere un’idea più chiara, basti pensare che per produrre una maglietta di cotone sono necessari 2.700 litri d’acqua.

INSUFFICIENTE TRASPARENZA

L’intera filiera del settore tessile, dalla produzione alla rivendita, è inoltre caratterizzata da insufficiente trasparenza. La catena delle forniture è altamente frammentata, poiché si appoggia a migliaia di subfornitori, cosicchè l’azienda committente si trova alla fine davanti a un problema di controllo e all’impossibilità di introdurre standard uniformi. Per questo Pinner ritiene che gli organi statali dovrebbero garantire condizioni di lavoro adeguate attraverso leggi e regolamenti e che questi dovrebbero essere monitorati sia dalle autorità sia dalle aziende. In tale contesto è di grande importanza il problema della corruzione, che può minare un’efficace politica del personale.

LE CONDIZIONI DI LAVORO NELLE FABBRICHE

Il tessile offre lavoro a milioni di persone, ma è proprio in questo settore che si riscontrano gran parte delle violazioni dei diritti occupazionali a livello mondiale. La facile intercambiabilità dei produttori al livello più basso della catena esercita una forte pressione sui costi di produzione, il che a sua volta porta a un’agguerrita concorrenza che ha come risultato salari più bassi nelle fabbriche.

LE TEMATICHE ESG

“In Raiffesen Capital Management investiamo in modo selettivo nelle aziende tessili, con focus sulla sostenibilità sia a livello di prodotto sia a livello di orientamento strategico”, ha evidenziato Pinner. “Il fast fashion è generalmente visto in modo differenziato, per questo ci concentriamo soprattutto sulle iniziative che vanno in direzione di un maggiore orientamento alla sostenibilità”. Negli ultimi anni, ricorda il manager di Raiffesen, la società ha lanciato numerose iniziative per dare più peso alle tematiche ESG nell’industria tessile, con l’obiettivo di sviluppare materiali di base alternativi dagli alimenti per la produzione di fibre utili per realizzare capi di abbigliamento.