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L'investimento di capitale: il miglior tipo di carità

Francesco Simoncelli
 

Solo l'economia di mercato non ostacolata trasforma i lussi di oggi in necessità di domani. Anni fa la gente diceva che nessuno aveva bisogno di lussi come l'aria condizionata, i viaggi aerei, i telefoni, la TV a colori, i frigoriferi e altri oggetti che al giorno d'oggi sono comuni nelle case di tutti. Ora sono dati per scontati e considerati necessarie per l'uomo comune. La domanda di questi "beni di lusso" attrae ulteriori investimenti nella loro produzione e li porta a diventare molto più accessibili per l'uomo comune. Ciò ha permesso la produzione di più oggetti di valore, rendendoli accessibili a più famiglie. I ricchi non accaparravano questi oggetti, invece nel corso del tempo la ricchezza della società è aumentata in modo che sia i ricchi che i poveri potessero permettersi un numero crescente di articoli "di lusso". Ad esempio, 50 anni fa oggetti domestici comuni come lavastoviglie, aria condizionata e televisori erano molto rari, si trovano in circa il 10-20% delle famiglie. Questi erano considerati articoli di lusso in quanto solo le famiglie ad alto reddito potevano permetterseli. Senza scordarci i tassatori selvaggi, quelli che credono che tassando i ricchi la classe lavoratrice starà meglio. Ricordate la "tassa sugli yacht"? Nel tentativo di spennare i ricchi, il governo decise di tassare lo stanziamento degli yacht nei porti. Com'era prevedibile, la vendita di tali barche colò a picco e vennero spazzati via migliaia e migliaia di posti di lavoro. I ricchi erano ancora ricchi, ma molti lavoratori della classe operaia finirono tra le fila dei disoccupati. Le persone guidate dall'invidia finiscono per fare cose stupide e dannose, non capendo che i lussi di oggi diventano le necessità di domani se il progresso non viene soffocato dalle interferenze dello stato.

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di C.Jay Engel

Nel nostro tempo di crescente retorica socialista e indignazione contro coloro che posseggono grandi ricchezze, serpeggia anche l'idea che l'uso della ricchezza per fini caritatevoli sia migliore per la società piuttosto che usarla per lo sviluppo delle imprese e per l'investimento di capitale.

Poche argomentazioni sono tanto impopolari quanto la difesa di miliardari e ricchi capitalisti, ciononostante è l'impiego del capitale nella struttura produttiva che genera grandi benefici per il mondo. Per approfondire questo tema voglio riassumere un certo concetto formulato dal grande F. A. Harper nel festschrift del 1956 a Ludwig von Mises.

Nel suo saggio "The Greatest Economic Charity", Harper mette in discussione le nozioni prevalenti riguardo il rapporto tra redistribuzione della ricchezza e carità. Possiamo fare riferimento alla carità economica come descritto dai dizionari, ovvero, benevolenza materiale per migliorare il benessere materiale di qualcun altro che ne ha molto bisogno.

Ma in termini di benevolenza materiale, c'è differenza tra carità che migliora le condizioni immediate di un uomo e carità che migliora le condizioni a lungo termine non solo di una persona specifica, ma di un'intera società.

È quest'ultima carità che Harper definisce la più grande carità economica:

La più grande carità di tutte [...] sarebbe quella di aiutare una persona a diventare totalmente autosufficiente entro i limiti della natura, e quindi totalmente libera.

Qui possiamo focalizzare la nostra attenzione sulla separazione tra ciò che potremmo definire carità fine a sé stessa e carità produttiva.

Per carità fine a sé stessa intendo ciò che viene subito in mente quando pensiamo alla natura della carità. Harper descrive questo concetto come segue:

Tra le varie forme di carità economica in cui di solito indulgiamo, la più semplice sembra essere quella di comprare ad un vagabondo una tazza di caffè o dargli una monetina per comprarsi qualcosa da mangiare.

La maggior parte delle azioni caritatevoli oggigiorno è di questo tipo, in cui l'intento del donatore è di fornire qualcosa per il consumo diretto o per alleviare le sofferenze di un destinatario indigente.

Sfortunatamente troppe persone concentrano la loro comprensione della carità su quegli atti che hanno il solo effetto di una risoluzione dei bisogni basata sul consumo immediato.

Sebbene anche questo tipo di carità abbia un certo ruolo all'interno della società, può essere controproducente e sovvenzionare le condizioni attuali; può persino essere sfruttata dai politici e da altri cercatori di potere per schiavizzare gli uomini:

Il socialismo è una forma in cui lo stato diventa il dispensatore di un bottino raccolto con la forza. I destinatari perdono la fiducia in sé stessi e arrivano a sentirsi indebitati per sempre nei confronti della collettività. Sono ormai diventati schiavi.

Il sempre più popolare socialismo democratico è un esempio che calza a pennello in questa descrizione.

Parliamo adesso della carità produttiva, che deriva da "risparmi investiti in strumenti di produzione in mano ai privati". Harper sostiene che l'investimento negli "strumenti di produzione" non solo ha un effetto più sostenibile sul sostentamento delle persone, ma in realtà è una forma di carità molto più efficiente.

Con strumenti di produzione, Harper intende i beni capitali; beni, come spiega Murray Rothbard, "che aiutano nel processo di produzione per produrre beni di consumo". Sono le fabbriche, le attrezzature, i macchinari usati per aumentare la produzione di beni che gli individui considerano utili.

Harper descrive tre modi in cui gli investimenti di capitale soddisfano le caratteristiche della carità economica di lungo termine. Primo, l'investimento in beni capitali oggi produce successivamente nuovi beni che altrimenti non sarebbero stati creati; gli strumenti rendono possibili beni extra che, per definizione, vengono passati ad altri che vedono del valore in essi.

Secondo, il trasferimento dei benefici economici è volontario, poiché le proprietà rubate passate da una parte all'altra non soddisfano le condizioni per una vera carità; la carità preclude il furto come mezzo di trasferimento della ricchezza. La carità richiede che il benefattore agisca liberamente e di propria volontà nel trasferire benefici materiali ad un altro.

Terzo, la natura anonima di questa carità. Piuttosto che la carità fatta con le attenzioni dei media, l'investimento nella struttura del capitale ha un beneficio per migliaia, forse milioni di persone future, molte delle quali non sono ancora nate e certamente non conoscono l'identità di questo benefattore.

Si può facilmente testare l'anonimato che scaturisce dal risparmio e dagli investimenti in strumenti. Se facciamo l'elenco di tutti gli oggetti economici che consumiamo o di cui godiamo, il test è di provare a nominare tutte le persone i cui risparmi e investimenti hanno reso possibile la costruzione di suddetti oggetti. La maggior parte di noi non potrebbe nominare nemmeno una persona per un oggetto che usiamo e che ci piace.

Il benessere materiale che è stato tramandato ai giorni nostri grazie agli investimenti di ieri, diceva Harper, è enormemente più grande dei fondi raccolti su base annuale per la carità fine a sé stessa. Infatti la carità fine a sé stessa era "meno dell'1% della beneficenza ricevuta nello stesso periodo di tempo dagli utilizzatori di strumenti". Questo perché gli strumenti di capitale rafforzano la quantità e la qualità dei beni e quindi rendono i lavoratori più produttivi, espandendo il frutto del loro lavoro.

La ragione per cui l'Occidente ha avuto livelli più elevati di ricchezza rispetto ad altre parti del globo negli ultimi 300 anni ha poco a che fare con cose come la disparità dell'intelligenza, lo spirito d'innovazione e il duro lavoro. Ciò che conta davvero è l'accumulo di risparmi e l'investimento di tali risparmi in beni capitali. In qualsiasi momento l'umanità ha a portata di mano la possibilità di trasferire una maggiore quantità di ricchezza a persone che non ha mai incontrato; non richiede pianificatori brillanti, una classe politica, o lo spennamento dei ricchi.

Harper incoraggia quindi il suo lettore ad avere una prospettiva più ampia sulle ramificazioni dello spirito contemporaneo, ponendo grande enfasi sulla differenza tra carità fine a sé stessa e carità produttiva:

il dare il grano ad una persona che muore di fame [...] potrebbe servire meglio come seme per un raccolto che impedirà a venti persone dopo di morire di fame. [...]

Il risparmio, se usato con saggezza da un'impresa privata per produrre strumenti di capitale di rischio, serve come seme economico in modo analogo. L'uso di esso come seme diventa un atto di carità. Ma la sua creazione richiede sufficiente pazienza e moderazione dalle richieste di consumo immediato, in modo che gli strumenti vengano creati. Bisogna avere lungimiranza e intuizioni economiche sufficienti per vedere oltre l'allettante necessità del consumo attuale.

Il capitalismo fornisce un effetto caritatevole migliore e più duraturo di qualsiasi altra disposizione socio-economica concepibile. I risparmiatori e gli investitori di oggi, coloro che contribuiscono all'accumulo di beni capitali e fattori di produzione, sono benefattori per quelle persone non ancora nate. Se la carità economica è al suo massimo quando consente agli uomini di superare le condizioni di povertà, bisogna smetterla immediatamente con la critica sociale dei capit Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online