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Liquidità vs investimento: una simulazione per capire quanto “costa” l’inflazione

Redazione
·2 minuto per la lettura
Liquidità vs investimento: una simulazione per capire quanto “costa” l’inflazione
Liquidità vs investimento: una simulazione per capire quanto “costa” l’inflazione

L’analisi di Gimme5 analizza l’effetto dei costi fissi e dell’inflazione sui risparmi parcheggiati sui conti correnti

Italiani popolo di santi, navigatori e… risparmiatori. Complice l’incertezza causata dalla pandemia, nel 2020 la tendenza al risparmio nel nostro paese è aumentata insieme alla liquidità sui conti correnti. Secondo gli ultimi dati dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) a dicembre 2020 la liquidità delle famiglie italiana ha toccato il record di 1.737 miliardi di euro, un terzo della ricchezza finanziaria complessiva e poco meno del Pil del 2019, pari a 1.787 miliardi di euro. Una cifra imponente, di fatto parcheggiata sui conti correnti e sostanzialmente improduttiva.

L’EFFETTO DELL’INFLAZIONE

Ma se l’obiettivo è difendere il capitale da imprevisti futuri, lasciarlo fermo sul conto corrente non è la scelta migliore perché i risparmi non sono del tutto al sicuro. I costi connessi alla gestione del conto e l’inflazione, infatti, eroderanno inevitabilmente il patrimonio accumulato, a meno che non si decida di cogliere l’opportunità di investire. Gimme5, la soluzione digitale che permette di investire a partire da piccole somme, ha effettuato una simulazione molto semplice per dimostrare questo assunto.

SIMULAZIONE SU 5MILA EURO

La simulazione parte da una cifra mensile di 50 euro messa sul conto a partire dal 2011. In teoria, dopo 120 versamenti, oggi dovremmo avere da parte una cifra pari a 6.000 euro. “Nella pratica, però, avremmo accumulato circa 5.000 euro, una cifra notevolmente inferiore – spiegano gli esperti di Gimme5 - Dalla cifra iniziale vanno infatti detratti i costi di gestione di un conto corrente tradizionale (fino a 88,50 euro all’anno secondo Banca d’Italia) e il costo “nascosto” dell’inflazione, cioè la perdita di potere d’acquisto del denaro, due fattori che hanno eroso i risparmi, il cui valore reale oggi ammonterebbe a 4.968 euro, con una perdita di ben 1.032 euro”.

I BENEFICI DELL’INVESTIMENTO

“L’investimento rappresenta una difesa naturale contro l’erosione del valore del denaro – proseguono gli esperti di Gimme5 - Se, oltre a mettere da parte il denaro, avessimo investito gli stessi 50 euro al mese per 10 anni, grazie alla forza dell’interesse composto, oggi, anche tenendo conto dell’influenza negativa dell’inflazione e dei possibili costi legati all’investimento, avremmo raggiunto un patrimonio di 9.655 euro. Avremmo quindi guadagnato 4.032 euro, +72% rispetto al valore del denaro fermo sul conto digitale più economico. Confrontando poi l’investimento con il denaro fermo sul più dispendioso conto tradizionale, avremmo guadagnato 4.687 euro: +94%”.