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L'Italia è a rischio di implosione

Rossana Prezioso
 

La disputa con Bruxelles si sta intensificando e i mercati se ne sono accorti.

Alle 11.20 Piazza Affari, perdeva l'1,3% pari a 18.837 punti, dopo un timido tentativo di rimbalzo intravisto in apertura di seduta. Forti i timori che aleggiano sull'immediato futuro della nazione. 

I timori sull'Italia 

Timori che hanno spinto l'ex presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem a dichiarare che la situazione sull'Italia "È piuttosto preoccupante". Non solo, ma stando alla sua view, qualora la crisi dovesse esplodere, le conseguenze ricadranno più sull'Italia che sull'Europa: per diversi motivi. Prima di tutto la nazione ha una struttura economico-finanziaria fragile rispetto all'Unione, inoltre le possibilità di un salvataggio da parte dell'Unione, come a suo tempo avvenne per la Grecia, sono politicamente impossibili, il che costringerebbe l'Italia a salvarsi da sola, cosa piuttosto improbabile, almeno allo stato dei fatti e in considerazione delle conferme, da parte dell'esecutivo, di tutte le misure proposte e puntualmente rifiutate da Bruxelles.

La crisi dei bancari

 

Il primo settore a cedere in caso di crisi,sarebbe quello bancario. Attualmente lo spread oltre i 330 punti è una spada di Damocle molto forte per gli istituti di credito. Il motivo è molto semplice: con l'aumento dei rendimenti (ora il decennale viaggia al 3,7%, il livello più alto negli ultimi 5 anni) il prezzo dei Btp automaticamente scende, un mix micidiale in considerazione dell'alta percentuale di titoli di stato in pancia alle banche. Risultato: le banche pagano di più sui rendimenti, mentre rimangono in portafoglio Btp a basso costo e che il mercato nemmeno vuole. A questo si aggiunga anche il pericolo della ricapitalizzazione in massa e alla difficoltà di reperire i soldi, difficoltà dovuta all'inevitabile calo delle azioni. Tradotto in altri termini, visto il modo in cui l'economia nazionale è organizzata, quella che si sta per scatenare sulla nazione sarebbe non un'esplosione, bensì un'implosione.

"Se la crisi italiana diventerà una grave crisi, essa imploderà principalmente nell'economia italiana ... al contrario di diffondersi in Europa" ha dichiarato l'ex predisente dell'Eurogruppo.

I timori tendono a peggiorare di fronte al sempre più concreto scontro frontale tra Italia ed Europa: ieri Bruxelles ha inviato una lettera al ministro delle finanze italiano, Giovanni Tria, avvertendolo che il progetto di bilancio 2019 sembrava indicare un "inadempimento particolarmente grave degli obblighi di politica di bilancio stabiliti" nelle norme europee. Una deviazione molto forte dai target fissati, la prima nella storia.

Le paure di Bruxelles

 

Come specificato, il problema agli occhi della Commissione non è tanto il deficit nominale del 2,4% del prodotto interno lordo, che in realtà è inferiore alla soglia del 3% fissato dall'UE, bensì il deficit strutturale, ovvero sia il disavanzo fiscale, corretto per l’andamento ciclico e per le voci una tantum: i nuovi obiettivi di spesa parlano di uno 0,8% del PIL nel 2019. Al contrario, l'Italia aveva impegnato lo scorso aprile a migliorare il suo deficit strutturale dello 0,6% del PIL l'anno prossimo. Una discrepanza sulla quale il governo italiano dovrà dare una spiegazione entro lunedì prossimo: una vola esaminata la risposta, la commissione europea ha tempo due settimane per chiedere eventuali, nuovi provvedimenti che dovranno giungere a Bruxelles entro tre settimane.

Tensioni nel governo italiano

 

Tecnicamente, osservando il contenuto delle proposte avanzate dall'Italia, secondo Dijsselbloem, l'unica soluzione sarebbe quella di rimandare in toto al mittente la Manovra, creando di fatto un precedente nella storia visto che da sempre l'Europa ha preferito evitare scontri diretti e percorrere la strada del compromesso.

Nessun aiuto, dunque, per la nazione dal momento che è il suo stesso governo a voler continuare la sfida. Questo approccio sta portando, dunque, ad una serie di paure per un possibile scontro prolungato, anche date le tempistiche, tra governo italiano ed europeo. Altro elemento da valutare, parallelamente a quanto sta accadendo a livello internazionale, sono le tensioni interne tra i ministri dopo la correzione di alcuni articoli della manovra.

 

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