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Le liti al Governo, il Censis e Claudio Borghi

Giancarlo Marcotti
 

Oggi prendo una pausa dall’argomento MES al quale ho “dovuto” comunque dedicare un video “Extra” che ho già pubblicato nelle ore scorse. Oltre a quel video, tuttavia, vi vorrei segnalare che, come tutti i venerdì ho registrato la puntata di Marcotti Live che, come noto, va online su Money.it, dato che è stata una puntata davvero scoppiettante, vi consiglio caldamente la visione e per questo vi ho postato il link in descrizione.

Avrei voluto parlarvi di Borsa, ma non ci sono novità di rilievo. I listini americani continuano a salire, qualunque cosa accada Wall Street sale. L’economia americana migliora? Wall Street sale. L’economia americana peggiora? Wall Street sale. Gli Stati Uniti impongono dazi? Wall Street sale? Gli Stati Uniti riducono i dazi? Wall Street sale. Al vertice Nato se ne dicono di tutti i colori, cose mai viste in settant’anni di storia? Wall Street sale. L’impeachment a Trump? Wall Street sale.

Insomma sembra proprio che Wall Street continuerà a salire anche se cadrà sulla terra un meteorite.

Ed allora torniamo a casa nostra, prima di tutto facciamoci una bella risata, ieri sera ascoltavo una dichiarazione di Conte al telegiornale il quale ripeteva in continuazione una frase: “C’è un bellissimo clima” ovviamente si riferiva ai rapporti fra i partiti che compongono la compagine governativa. Conte, riferendosi alla manovra, evidenziava come ormai il Governo fosse alle battute conclusive, c’era da mettere a posto soltanto dei piccoli insignificanti dettagli.

Stamattina guardo la rassegna stampa ed ecco i titoli di alcuni giornali:

Manovra, urla al summit: Renzi scatena l’ira Pd. E Grillo stoppa Di Maio (Il Messaggero)

Manovra, fallisce il vertice di maggioranza: riunione subito fermata, Matteo Renzi fa saltare il banco (Liberoquotidiano)

Manovra. Sospeso il vertice a Palazzo Chigi. Si litiga su fondi per taglio tasse (Rai News)

Renzi a TgCom24 “Il problema della maggioranza non sono io, Di Maio si faccia un Selfie.

Insomma proprio un bel clima, disteso, amichevole, fraterno … direi quasi affettuoso.

Ma lasciamo il Governo alle sue beghe e rivolgiamo l’attenzione al rapporto 2019 del Censis che definisce gli italiano stressati, diffidenti ed affascinati dall’uomo forte.

Allora, detto che il fascino per l’uomo forte sia una conseguenza sembra logico chiedersi ma perché siamo diventati un popolo di persone stressate e diffidenti?

Io un’idea ce l’avrei, ma vediamo cosa ha risposto il Censis a questa domanda.

Secondo il Censis:

questo smarrimento generale è il frutto di un percorso iniziato come reazione all’incertezza data da un sistema di welfare pubblico in crisi di sostenibilità finanziaria : a dominare ora è l’ansia di dover fare da soli rispetto a bisogni non più coperti come in passato.  

E siamo alle solite, perché il Censis non si chiede perché gli italiani oggi abbiano la necessità, più che in passato, del welfare.

E poi, parliamoci chiaro, non è che in Italia oggi ci sia meno welfare di ieri, anzi il contrario, il fatto è che è aumentato esponenzialmente la necessità di ricorrere al welfare.

Se si parla di 5.000 esuberi alla ex Ilva, beh si potrebbe dire, il settore dell’acciaio è in crisi in tutto il mondo e l’Ilva non poteva fare eccezione, e allora che dire degli 8.000 bancari di Unicredit? In crisi anche le Banche, e delle migliaia di esuberi della Auchan passata alla Conad, e poi nessuno parla più della Mercatone Uno, crisi anche della grande distribuzione, e Whirlpool? Andiamo avanti ed allora ci accorgeremo molto presto che facevamo prima a menzionare i settori che non erano in crisi.

Anzi adesso che ci penso, non me ne viene in mente neppure uno … e allora?

Ed allora cambiamo ancora argomento ed arriviamo a parlare di un grande uomo, una grande persona, una persona che credetemi se ve lo dico potete assolutamente fidarvi, di una persona profondamente onesta e della quale potete fidarvi ciecamente, non vi tradirà mai, sto parlando di Claudio Borghi.

Il grande Claudio Borghi è tornato sulle prime pagine dei giornali per aver detto la cosa più scontata del mondo, ed ossia che parlare dell’uscita dall’euro non può rimanere un tabù.

Quell’inetto di Gualtieri, poveraccio, ha detto che con l’uscita dall’euro gli italiani si impoverirebbero, ora non mi fa tanto specie lui che ovviamente si è venduto all’Europa ormai tanti anni fa, ma a quei quattro gatti che ancora credono all’attuale Ministro dell’Economia.

Io mi domando: ma cosa hanno nel cervello questi?

Ma loro, intendo quelli che stanno a sentire Gualtieri, da quando è entrato in vigore l’euro per caso si sono arricchiti o impoveriti? 

Come fanno a dire che se uscissimo dall’euro ci impoveriremmo, da quando siamo entrati nell’euro cosa è successo, non ci siamo costantemente impoveriti? Non è continuamente peggiorato il nostro tenore di vita?

Naturalmente non sto facendo un discorso “da economista”, ma da uomo della strada che non può che constatare quel che sta accadendo in Italia.

Ebbene torno a Borghi, perché come noto Salvini è intervenuto dicendo che la moneta unica non è in discussione, è ovvio Salvini deve raccogliere voti e votano anche quei poveracci (poveracci intendo dal punto di vista mentale) che credono che l’euro ci ha salvato, quelli che dicono “ma dove andiamo noi se usciamo dall’euro”, insomma avete capito.

Borghi poi essendo un parlamentare e quindi un uomo politico ha dovuto ricordare per l’ennesima volta il programma della Lega che recita:

Abbiamo fatto informazione sui danni della moneta unica prima di tutti gli altri . Abbiamo tuttavia sempre detto che azioni unilaterali sono da evitare. Se ci saranno progetti condivisi con altri Paesi per cambiare la politica monetaria dell’eurozona li considereremo con interesse e in ogni caso saremo pronti a difendere gli interessi degli italiani in caso di attacchi finanziari: non possiamo certo vivere con la minaccia costante dello spread che abbiamo visto essere un valore che dipende dalle azioni della BCE e non dalle scelte governative.

Vorrei proprio sottolineare quest’ultima parte, nella quale si dice una cosa sacrosanta, ossia che lo spread dipende dalle azioni della BCE. 

Questo è fondamentale per smontare anche tutti coloro che dicono che se dovessimo uscire dall’euro lo spread volerebbe alle stelle, ebbene NO!!! Perché avremmo una Banca d’Italia che si comporterebbe da vera Banca Centrale.

Certo gli interessi sul titoli del nostre debito pubblico salirebbero, ma permettendo così agli italiani di investire i propri risparmi con un rendimento contenuto ma sicuro. I titoli del nostro debito pubblico tornerebbero ad essere un investimento privo di rischio. 

Ovviamente Claudio Borghi essendo un parlamentare non può avere la libertà che mi concedo io, deve essere più cauto e moderare i termini, io invece non ho alcuna remora nel dire al alta voce quel che penso.

Autore: Giancarlo Marcotti Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online