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Lo scenario si complica

·4 minuto per la lettura

Le prese di beneficio, violente e rapide perché inattese, che hanno piegato i mercati USA mercoledì sera, ieri hanno rotto le uova nel paniere anche agli indici azionari europei, che si sono bruscamente allontanati dai livelli di mercoledì. L’indice sintetico di Eurolandia, Eurostoxx50 (-1,53%), con una perdita quotidiana che non si vedeva da inizio dicembre, ha restituito in un solo giorno quasi tutto quel che aveva guadagnato nelle prime tre baldanzose sedute del 2021, e si è nuovamente allontanato di oltre 100 punti dal massimo del 2021. Le prese di beneficio sono state anche maggiori sui due indici locali che avevano corso di più (Italia e Francia), mentre meglio è andato l’indice spagnolo, che ha recuperato nella seduta tutto il forte gap ribassista iniziale e chiuso praticamente in pareggio.

Wall Street era attesa a mostrare una reazione, che però si è appena intravista ed è stata insufficiente. La seduta di ieri ha mostrato l’indice SP500 rompere nelle fasi iniziali il supporto di 4.700 e scendere fino al minimo di seduta di 4.672, per poi tentare il rimbalzo. Ma il movimento di recupero ha mostrato poca verve e non è riuscito ad estendersi oltre 4.725, per poi tornare in negativo e chiudere la seduta a quota 4.696 (-0,1%). La modalità del rimbalzo, che è apparso solo correttivo, lascia aperta la possibilità che oggi si possa scendere ancora, magari andando a testare la media mobile a 50 periodi, che oggi passa da 4.655. Questo naturale supporto, sempre ben considerato dai compratori di debolezza, potrebbe dare una seconda chance di rimbalzo, magari un po’ più consistente.

A patto che qualche dichiarazione di personaggi di spicco della FED riesca a cancellare dalla mente degli investitori le paure di un inasprimento più rapido del previsto della politica monetaria. Sono le paure emerse dalla lettura delle minute dell’ultima riunione FED, che hanno spaventato il mercato obbligazionario USA nei giorni scorsi, con vendite da panico sui Treasury Bond e, di conseguenza la lievitazione dei rendimenti, che sul decennale stanno ormai tornando sui livelli massimi raggiunti a marzo dello scorso anno, sopra 1,70%.

Tassi in aumento fanno piacere solo al settore bancario, che infatti ha sopportato bene la seduta di mercoledì in USA e di ieri in Europa, ma non certo al resto dell’economia, iper-indebitata, né alle valutazioni delle imprese quotate, che con tassi più alti risulterebbero ancor più care di quanto non siano percepite oggi.

Il mercato è stato preso di sorpresa dai verbali dell’ultima riunione FED, che hanno mostrato i falchi dominare sulle colombe, e teme che, dopo aver esagerato prima con l’accondiscendenza monetaria, la FED ora esageri nel senso della restrizione, ottenendo di sacrificare la ripresa per fermare l’inflazione.

Personalmente non mi aspetto un comportamento simile, ma sui mercati il numero degli investitori che lo teme comincia a crescere sensibilmente.

Perciò lo scenario futuro si fa più incerto e nei prossimi giorni dovremo verificare la natura del rimbalzo che Wall Street tenterà, perché questo ci darà la percezione di chi avrà il controllo del mercato nella parte restante del mese di gennaio.

Se il rimbalzo sarà impulsivo, riuscirà a superare il massimo di ieri ed a mantenersi al di sopra, allora il controllo sarà ancora in mano ai compratori, magari un po’ meno baldanzosi di prima, ed il cammino verso 4.900 potrà riprendere. Il rialzo sarà la quinta e conclusiva onda di breve periodo dell’onda III di medio periodo.

Se invece SP500 dimostrerà di non riuscire a rimbalzare a dovere e andrà a rompere in modo impulsivo i minimi di ieri e la media mobile a 50 periodi, scendendo sotto l’area 4.630, probabilmente il controllo sarà passato ai venditori, e dovremo considerare già conclusa l’intera onda III di medio periodo.

In questo caso, per ora meno probabile, avremo due importanti conseguenze. La prima è che ci attenderà un periodo ribassista di diverse settimane, con obiettivo abbastanza profondo, sotto quota 4.400. La seconda è che per vedere il raggiungimento di area 4.900 bisognerà aspettare tempi molto più lunghi, magari fino alla fine della primavera.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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