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Lo 'schiaffo' di Angela Merkel al nuovo leader della Cdu

·2 minuto per la lettura

AGI - Ha controllato l'agenda, niente da fare: un'oretta per una cena su invito del nuovo leader della Cdu proprio non era possibile trovarla. Nonostante abbia lasciato la politica attiva, Angela Merkel non ha tempo per Friedrich Merz: altri impegni, taglia corto l'ufficio dell'ex cancelliera. Non proprio il miglior viatico per il congresso del partito che fu di Adenauer e di Kohl in programma oggi, dove l'ex capogruppo e capofila della corrente conservatrice verrà incoronato presidente dopo la vittoria al referendum tra gli iscritti.

E come se non bastasse, sulla Cdu arriva un'ulteriore doccia fredda da parte dell'ex cancelliera: la 'ragazza dell'est' non ha accettato neanche l'offerta di essere nominata presidente onorario del partito, come riferito dall'ex leader Armin Laschet. Non tira una bell'aria in casa Cdu.

L'invito di Merz era rivolto a tutti gli ex presidenti del partito ancora in vita in un gesto di pacificazione che era rivolto soprattutto a Merkel, con la quale - come noto - i rapporti sono sempre stati piuttosto burrascosi.

Oltretutto, anche l'altra ex leader della Cdu Annagret Kramp-Karrenbauer - che battè proprio Merz al congresso di dicembre 2018 - ha deciso di snobbare l'ex sfidante. Nel suo caso, si adducono motivazioni "di natura privata".

È stato lo Spiegel a rivelare la notizia del rifiuto dell'ex cancelliera, aggiungendo che l'invito è stato invece accolto sia da Wolfgang Schaeuble che da Armin Laschet. C'è chi si chiede nel partito se Merkel e Merz riescano a costruire un rapporto migliore nei loro rispettivi nuovi ruoli.

Il nuovo capo della Cdu in una recente intervista aveva tentato di lanciare segnali distensivi: "L'avevo sicuramente sottovalutata" prima che arrivasse a capo del governo federale, ha detto tempo fa proprio al settimanale amburghese. Per aggiungere: "Sarei veramente felice se Angela Merkel e la Cdu rimanessero insieme: certamente questa prospettiva non fallirà per colpa mia".

A questo punto, qualche dubbio è lecito. Un'altra tradizione - certo non la prima - che Merkel manda in soffitta è quella per cui chi lascia la cancelleria assume l'incarico di presidente onorario del partito. Alle telecamere delle emittenti Rtl/Ntv Armin Laschet ha riferito che a detta dell'ex 'donna più potente del mondo' (come da classifica di Forbes) tale onore "non è più in linea con i tempi".

Forse Merkel avrà pensato che l'ultimo precedente non sia particolarmente benaugurante: il "cancelliere della riunificazione", Helmut Kohl, si dimise da presidente onorario nel 2000, dopo che i vertici della Cdu - ossia Wolfgang Schaeuble e l'allora segretaria generale Merkel - ne avevano preso le distanze quando era esploso lo scandalo dei fondi neri. Oggi il passato è meglio lasciarlo stare dov'è, sembra essere la massima dell'ex cancelliera nell'anno 2022.

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