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Lo Stato deve ancora restituire 57 miliardi alle imprese

Il lasso di tempo che imprese e privati devono aspettare per farsi pagare le fatture supera di 18 giorni quello del Portogallo (Getty)

Se si tratta di pagare i fornitori, l’Italia è la peggiore d’Europa. La Pubblica amministrazione salda in ritardo le spettanze dei creditori. Se la prende comoda, ma fin troppo. L’anno scorso, le imprese che hanno avuto a che fare con lo Stato hanno dovuto pazientemente attendere, in media, 104 giorni per vedersi pagato il dovuto.

La ricerca

I conti sono quelli della ricerca del Centro studi ImpresaLavoro, su dati Banca d’Italia, Eurostat e Intrum Justitia. Il lasso di tempo che imprese e privati devono aspettare per farsi pagare le fatture supera di 18 giorni quello del Portogallo e di 31 giorni quello della Grecia, che l’anno precedente guidava la classifica con 103 giorni. La differenza è di 44 giorni con il Belgio, 48 con la Spagna, 49 sulla Francia, 61 sull’Irlanda, 71 rispetto alla Germania e, addirittura, 78 giorni rispetto alla Gran Bretagna.

Pmi in difficoltà

In attesa che la Pubblica amministrazione paghi, un’azienda può anche fallire. La relazione annuale presentata a fine maggio dalla Banca d’Italia certifica che nel 2017 lo stock dei debiti accumulati dalla Pa ammonta ancora a 57 miliardi di euro, solo 7 miliardi in meno rispetto all’anno prima. “Questo dato conferma quanto abbiamo denunciato a più riprese”, certificano gli analisti di ImpresaLavoro, “i debiti commerciali si rigenerano con frequenza, dal momento che bene e servizi vengono forniti di continuo”.

Le aziende intanto falliscono

Sergio Bramini è un imprenditore rovinato dai pagamenti in ritardo. E’ stato chiamato dal vicepremier Di Maio al ministero dello Sviluppo come consulente perché “lo Stato possa smettere con questo genere di assurdità”, ha annunciato il leader pentastellato. Ma in realtà di Bramini si sono perse le tracce e non è cambiato nulla.

Il prezzo del ritardo

A pagare il prezzo, che in realtà dovrebbe saldare lo Stato, sono le Pmi. Per l’imprenditore Massimo Blasoni, presidente di ImpresaLavoro, “questo ritardo sistematico è costato 4 miliardi e 172 milioni di euro, cifra generata dagli interessi passivi dovuti per anticipare il credito necessario a pagare i dipendenti e ad onorare gli impegni”. Lo Stato quando si tratta di tasse non tollera un giorno di ritardo, ma se deve pagare lui si prende 104 giorni.

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