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Lo studioso di calcolo delinea una situazione incerta ed una discesa dei contagi “frenata"

·3 minuto per la lettura
Giovanni Sebastiani
Giovanni Sebastiani

Sulla variante Omicron Giovanni Sebastiani del CNR è cauto in quanto a possibilità nette che stia mollando la presa in Italia: “È presto per dire se abbiamo raggiunto il picco”. Lo studioso di calcolo vede certamente un miglioramento generale della situazione, ma la vede ancora piuttosto incerta e in una intervista a Fanpage parla di una discesa dei contagi “frenata”. Insomma, il quadro che ha tracciato l’esperto dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “M.Picone” è un quadro meno fosco ma non ancora cristallino.

Variante Omicron, Sebastiani del CNR, la curva in discesa e il “picco presunto” del 6 gennaio

Ha detto Sebastiani: “La situazione è incerta, perché quello che dicono i dati a livello nazionale è che, per quanto riguarda la percentuale di positivi ai test molecolari, la curva sta discendendo, abbiamo raggiunto un picco intorno al 6 gennaio”. Perciò “la curva media è in calo però è in atto una frenata della discesa che potrebbe preludere a una stasi e un nuovo aumento. Una cosa qualitativamente analoga si vede a livello provinciale perché in numerose province c’è una stasi dell’incidenza che segue alla discesa e quindi questo di nuovo potrebbe preludere ad un aumento”.

Sebastiani del CNR sull’andamento della variante Omicron: “Copertura vaccinale per gli under 12 inferiore al 15%”

E Sebastiani indica anche il motivo: “È critico perché abbiamo iniziato da 10 giorni l’attività scolastica quindi ci vuole un’altra settimana per vedere quantitativamente che effetti ci saranno. Col vaccino le cose potrebbero cambiare rispetto a un anno fa quando ci fu un’impennata dei casi, ma bisogna tenere presente che la copertura dai 5 agli 12 anni è inferiore al 15% e nella fascia dai 12 ai 19 è inferiore all’80% per altro con una minoranza di terze dosi che con Omicron sembrano essere necessarie“. E ancora: “La situazione è certamente confermata anche da analisi a livello europeo. Regno Unito e Grecia hanno passato il picco dei positivi totali, che arriva quasi sempre dopo quello relativo alla percentuale di positivi ai test molecolari, sono in fase di discesa, ma anche lì si tratta negli ultimi giorni di un calo frenato”.

La “doccia scozzese” dei contagi in Francia e la strategia pagata cara del Regno Unito: sulla variante Omicron Sebastiani del CNR sceglie la cautela

“Stessa cosa in Francia: dalla mia analisi delle differenze settimanali si vede che si era raggiunto il picco, ci si aspettava la discesa e invece c’è stata una impennata, bisogna stare attenti con questa situazione”. La chiosa di Sebastiani è a favore della cautela e per il Regno Unito, in cui alcune scelte hanno comportato un prezzo da pagare non certo basso: “L’atteggiamento generale deve essere di cautela. Prendiamo quello che sta succedendo nel Regno Unito che sta allentando tutte le già blande misure restrittive: dal primo giugno 2021 al 20 gennaio 2022 ha avuto mortalità totale di circa 39 decessi ogni 100mila abitanti, il 50% in più dell’Italia che ne ha avuti 27 circa. Questo per dire che si paga un prezzo per quel tipo di strategia”.

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