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Lockdown da Covid-19, Salvini: 'd'accordo con Draghi: se i numeri dicono rosso è rosso'

Laura Naka Antonelli
·2 minuto per la lettura

"D'accordo col premier: se i numeri dicono rosso è rosso". Così il leader della Lega Matteo Salvini, dopo aver manifestato non poca contrarietà, nei giorni scorsi, riguardo alla decisione del governo di non reintrodurre le zone gialle fino al prossimo 30 aprile. Oggi, in una conferenza stampa a Montecitorio, l'ex vicepresidente del governo M5-Lega ed ex ministro dell'Interno del governo M5-Lega, si è così espresso: "Noi sosteniamo la linea Draghi, che ha detto che ci rifacciamo ai dati scientifici. E se i dati portano una regione in zona rossa, lì si chiude, se i dati ad aprile portano una regione in zona gialla lì si apre". Salvini ha poi aggiunto di chiedere che "il Consiglio dei ministri prenda atto di quello che la scienza dice: se a metà aprile grazie al caldo, ai vaccini, i dati migliorano, tanta gente può tornare alla vita, impedirglielo sarebbe un pregiudizio ideologico". La scorsa settimana, in merito al decreto Covid, Salvini aveva detto: "E' impensabile tenere chiusa l'Italia anche per tutto il mese di aprile. Nel nome del buonsenso che lo contraddistingue – e soprattutto dei dati medici e scientifici – chiediamo al presidente Draghi che dal 7 aprile, almeno nelle regioni e nelle città con situazione sanitaria sotto controllo, si riaprano (ovviamente in sicurezza) le attività chiuse e si ritorni alla vita a partire da ristoranti, teatri, palestre, cinema, bar, oratori, negozi. Qualunque proposta in Consiglio dei Ministri e in parlamento avrà l'ok della Lega solo se prevederà un graduale e sicuro ritorno alla vita". Draghi, venerdì scorso, lo aveva subito gelato: "Le chiusure sono pensabili o impensabili solo in base ai dati che vediamo" sui contagi. Gli scorsi mesi hanno dimostrato che queste misure non sono campate per aria: le decisioni se riaprire dipendono dai dati".