Alla lotteria del supermarket stavolta si vince un posto di lavoro

Visto che trovare un’occupazione professionale equivale ormai, in molti casi, a vincere una lotteria, la catena di supermarket Oneprice ha deciso di mettere in palio, fra i suoi clienti, non un premio in denaro ma un posto di lavoro. È la logica di Win for Life che si travasa nel sociale: se con la lotteria di Stato si vince una rendita di 1.000 euro per dieci anni, qui il compenso è un ruolo di addetto/a alle operazioni ausiliarie alla vendita con orario part time (24 ore), retribuzione lorda di 1.100 euro e contratto a tempo determinato della durata di quattro mesi. Visto che i posti in palio sono dodici, il “montepremi” ammonta, dunque, a 55mila euro. Il regolamento è semplice: la lotteria dà la possibilità ai clienti che effettuano una spesa superiore ai 30 euro di avere diritto a una cartolina che, compilata e imbucata in uno dei tre punti vendita Oneprice (due a Roma e uno a Monterotondo) entro il 30 dicembre, dà diritto a partecipare all’estrazione. Nei sei mesi successivi al sorteggio – in programma per il 20 gennaio 2013 – si effettueranno le assunzioni-premio dei clienti più fortunati.

Quella della catena laziale non è certo la prima operazione capace di trasformare la crisi economica e la disoccupazione endemica in opportunità di marketing o in stimolo per la conversione a nuove formule di recruiting.  Già nel 2009 la C&D – centro distributivo dei supermercati Despar e Sigma in Sardegna – aveva lanciato il concorso Vinci il tuo lavoro per estrarre fra i clienti con una spesa superiore ai 30 euro quattro posti di lavoro al mese per un anno, con la possibilità di cedere il lavoro a terzi. L’iniziativa – ristretta alla fascia d’età 18-32 anni – ebbe un successo incredibile e al momento dell’estrazione furono contate ben 183.250 schede. Qualche mese prima anche la catena Tigros aveva messo in palio dieci posti di lavoro con contratti a tempo determinato della durata di un anno. L’iniziativa provocò un’alzata di scudi da parte delle organizzazioni sindacali infuriate per le modalità di assunzione giudicate irrispettose nei confronti dei 30mila cassaintegrati e dei 1500 lavoratori in mobilità della provincia di Varese.

Qualche giorno fa un imprenditore di Gela ha offerto un posto di lavoro a tempo determinato a chi saprà offrire indicazioni in merito al maxi-furto subito dalla sua ditta Icaro Ecology. Anche il gruppo Benetton, da sempre molto attento a intercettare le tendenze della società e a metabolizzarle restituendole come veicoli di brand, ha cavalcato l’onda della fame di occupazione con il concorso Unemployee of The Year che assegnerà 5000 euro ai 100 progetti più innovativi provenienti da ragazzi di età compresa fra i 18 e i 30 anni. La televisione italiana non è stata certo a guardare proponendo due format abbastanza simili: Il contratto andato in onda su La7 nel 2011 e The Apprentice, il reality di Cielo presentato da Fabio Briatore che, dal 18 settembre al 23 ottobre, ha visto sfidarsi 16 aspiranti manager selezionati su cinquemila richieste pervenute.  Alla faccia di chi reclama criteri meritocratici e di chi sfodera un profilo Linkedin dallo scroll chilometrico, nell’età della spettacolarizzazione e della propagazione “virale” la ricerca del posto di lavoro viene affidata alla sorte in modo che tutti abbiano l’illusione di poter far parte del gioco. E più grandi numeri vogliono dire più grande business.