I mercati italiani sono chiusi

Da luglio niente più Whatsapp su questi cellulari

Rossana Prezioso
 

La rivoluzione della messaggistica istantanea ha un solo nome: Whatsapp. Ma ora la rivoluzione potrebbe diventare una controrivoluzione.

La rivoluzione

Per quanto siano molte le app in grado di fornire lo stesso servizio, è solo lei che ha riscosso successo per comodità, grafica e diffusione immediata. Ora la celebre app ha compiuto 8 anni e si appresta a lanciare alcune modifiche, prima fra tutti quella riguardante le tecnologie che la supporteranno.

Per questo motivo già da gennaio alcuni modelli di cellulari non riescono a lanciare il programma, un “problema” che da inizio luglio riguarderà il Nokia S60 mentre per il BlackBerry10 e il Nokia S40 si parte dal gennaio 2018. In realtà tutti e tre le tipologie di telefonino avrebbero dovuto essere messe in standby già dal 30 giugno 2017 ma il sito Whatsappen.nl ha confermato, per voce del co-fondatore della app, Brian Acton, che tutto il sistema BlackBerry (Swiss: BB.SW - notizie) e il Nokia S40 avrebbero continuato ad essere compatibili fino al primo luglio. Una scelta, quella di tagliare i legami con determinati produttori, che l'azienda si è trovata a fare per ovvi motivi di necessità: la diffusione dei sistemi operativi di Google, Microsoft (Euronext: MSF.NX - notizie) e Apple (NasdaqGS: AAPL - notizie) ormai è pressocchè totale (si parla del 99,5% dei cellulari al mondo) il che rende inutile e controproducente la presenza su altri cellulari ormai obsoleti.

La truffa

Recentemente WhatsApp, è stato inconsapevole cavallo di Troia per chi puntava a truffare non solo ignari utenti ma anche ignari “sponsor”, nello specifico la catena di supermercati francese Carrefour (Londra: 0NPH.L - notizie) . Infatti molti utenti ricevevano avvisi di buoni da 100 euro o più da spendere all'interno dei supermercati Carrefour in occasione del 60esimo anniversario della popolare catena . Unica condizione: collegarsi al sito Carrefour e scaricare il buono. A rendere la truffa ancora più reale era l'invito stesso, inviato non da un sito, bensì da un collegamento all'interno dell'agenda il quale era a sua volta caduto vittima del raggiro. Cliccando sul link fornito dal messaggio, infatti, il malcapitato non solo si trasformava in ignaro mittente della promozione ad altri nominativi ma per l'attivazione del buono, e quind il suo download, doveva riempire un form in cui lasciare i suoi dati. Ovviamente era implicita l'attivazione dei un abbonamento a pagamento non autorizzato. Una truffa che ha richiesto l'intervento, oltre che della Polizia Postale, anche della stessa Carrefour che ha smentito ogni suo tipo di coinvolgimento nell'iniziativa. 

 

 

Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online