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Lukoil sollecitata a mantenere attiva raffineria siciliana, proseguono trattative - fonti

Impianto Isab, la raffineria di petrolio di proprietà di Lukoil, a Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa

ROMA (Reuters) - L'Italia sta esortando Lukoil a continuare a sostenere la propria raffineria in Sicilia fino a quando il governo non avrà mediato una vendita, mentre le incombenti sanzioni dell'Unione europea contro Mosca minacciano la sopravvivenza dell'impianto.

Lo hanno riferito a Reuters due fonti vicine alla situazione.

Il 5 dicembre entrerà in vigore un embargo europeo sul petrolio russo trasportato via mare e il governo italiano si è impegnato a salvare l'impianto Isab, che rappresenta un quinto della capacità di raffinazione italiana e impiega circa 1.000 lavoratori.

L'impianto ha dovuto fare affidamento esclusivamente sul greggio russo fornito da Lukoil dopo che le banche hanno bloccato i finanziamenti e smesso di fornire le garanzie necessarie per acquistare petrolio da fornitori alternativi.

Mentre le trattative per vendere l'impianto a un acquirente non russo proseguono, le fonti hanno riferito che il governo sta facendo pressione su Litasco, controllata di Lukoil che possiede la raffineria, per fornire petrolio e finanziamenti oltre la scadenza di dicembre.

Reuters ha scritto a ottobre che Litasco ha spostato parte delle proprie operazioni a Dubai nel tentativo di eludere le sanzioni che presto impediranno alle entità europee e svizzere di acquistare il greggio russo via mare.

Una terza fonte ha detto che la raffineria Isab non ha intenzione di interrompere le operazioni il 5 dicembre, anche se il tempo sta per scadere. L'impianto raffina circa 1 milione di tonnellate di greggio al mese e non sarebbe in grado di continuare a lungo senza forniture di petrolio fresco.

Il finanziamento statale per sostenere la raffineria è ancora un'opzione in discussione, ma le banche rimangono riluttanti a trattare con un'entità russa, secondo una delle fonti, nonostante Lukoil e Litasco non siano soggette a sanzioni europee.

Domani si terrà a Roma un incontro con i rappresentanti della raffineria e del governo, mentre i sindacati avvertono che la chiusura dell'impianto avrebbe effetti devastanti su una delle regioni più povere d'Italia.

"Faremo in modo che l'impianto rimanga operativo", ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso, senza specificare i piani del governo.

Questo mese Litasco ha rifiutato un'offerta preliminare del fondo americano Crossbridge.

Urso ha detto che il governo sarebbe pronto a usare i suoi poteri speciali per bloccare un'acquisizione straniera della raffineria per proteggere gli interessi nazionali.

Non è stato possibile avere un commento da parte di Lukoil.

(Giuseppe Fonte e Angelo Amante, tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Andrea Mandalà)