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##Lunedì nero Borse, panico e vendite, Milano crolla dell'11%

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Roma, 9 mar. (askanews) - Peggio di così non poteva andare. La settimana dei mercati si è riaperta con una nuova e drammatica ondata di crolli a catena, generalizzata a tutti i listini. E che partendo dal dilagare dell'allarme coronavirus, i cui effetti sono degenerati in vendite da panico tra gli operatori, ha avuto come ulteriore fattore scatenante la guerra di ribassi sui prezzi che sta scoppiando tra i produttori di petrolio.

A farne le spese sono state prima le Borse asiatiche, poi in sequenza quelle europee con Milano che ancora una volta si è trovata a interpretare lo sgraditissimo ruolo di maglia nera, mentre l'Italia è sempre più il Paese che spicca come più colpito nell'Ue dall'epidemia. A fine scambi a Piazza Affari l'indice Ftse-Mib ha lasciato sul terreno l'11,17%. Uno scivolone analogo a quello segnato in apertura dopo che per lunghi minuti l'indice non riusciva nemmeno a fare prezzo a causa de meccanismo d interruzione delle vendite per eccesso di ribasso.

Un calo più marcato si verificò unicamente nel 2016, a seguito del referendum sulla Brexit in Gran Bretagna (e oggi questa vicenda appare molto meno grave di quanto minaccia di essere l'epidemia). La portata storica del crollo di oggi risulta più evidente se si tiene presente che è stato perfino peggiore di quello che a inizio ottobre del 2008 seguì il crack di Lehman Brothers. E peggiore del crollo successivo agli attentati dell'11 settembre 2011.(Segue)