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Lunedì con partenza a rilento

Swissquote
 

Lunedì con partenza a rilento

By Peter Rosenstreich

All’avvio della settimana di contrattazioni c’è stato un calo modesto degli asset rischiosi. Le turbolenze politiche negli USA, in Cina, nel Regno Unito e in Medio Oriente coincidono con una fase in cui le prospettive per la crescita globale sembrano fragili. I mercati azionari asiatici sono contrastati, anche se inclinati leggermente al ribasso. Sorprende l’apertura positiva dell’Hang Seng alla luce dell’escalation delle tensioni a Hong Kong. I prezzi del greggio sono in calo, l’Arabia Saudita sta infatti ripristinando la produzione a un ritmo più veloce del previsto. I dati economici contrastati sono passati in secondo piano, surclassati dalla notizia che il premier britannico Johnson è stato costretto a tornare in Parlamento dopo il verdetto della Corte Suprema, secondo cui la sospensione dei lavori parlamentari è stata illegale. Sono rientrate le preoccupazioni sull’operato di società che si occupano di segnalazione di atti illeciti contro il presidente USA Trump, che avevano spinto la Speaker della Camera Nancy Pelosi ad avviare una procedura d’impeachment, confinate ora all’ambito politico. Infine, sul fronte delle notizie positive, diplomatici cinesi di alto livello hanno segnalato la volontà del paese di acquistare più prodotti USA, aggiungendo che i negoziati commerciali condurranno a risultati solidi. Ma il tweet di Trump, in cui suggerisce che gli USA potrebbero limitare l’accesso di “società” cinesi al mercato azionario USA, ha creato un po’ di confusione. L’USD/CNY ha vagato nell’area intorno a 7,13.

Dati cinesi

By Peter Rosenstreich

Per quanto riguarda i dati economici, il PMI manifatturiero cinese riferito a settembre si è ripreso, pur rimanendo in territorio di contrazione. Barometro ufficiale dell’attività delle fabbriche cinesi, a settembre il PMI manifatturiero è rimbalzato a 49,8 punti dai 49,5 di agosto. I nuovi ordini per le esportazioni, un indicatore affidabile della domanda esterna, sono saliti a 48,2 punti dai 47,2 di agosto, mentre gli ordini per le importazioni, indicatore della domanda interna, si sono ripresi salendo a 47,1 punti dai 46,7 del mese precedente. I dati sono stati lievemente positivi, ma il trend più generale resta preoccupante. La guerra commerciale sino-americana continua a pesare sull’economia cinese. Trump sfrutterà l’economia USA forte e la politica monetaria più accomodante attuando una politica commerciale aggressiva. Abbiamo visto, però, che decisioni commerciali ostili che generano un impatto sul mercato spesso mitigano il comportamento iniziale di Trump. La sensibilità del mercato alla politica commerciale via tweet di Trump fornisce un contrappeso alla retorica commerciale estremamente aggressiva. Se a ciò si sommano i toni equilibrati della Fed, il rialzo sulle borse sarà limitato. Sui mercati forex è mancata l’ispirazione, nella notte l’USD/NZD ha ceduto lo 0,49%, con il kiwi che riflette i dati cinesi più deboli e la zavorra dovuta alla guerra commerciala fra USA e Cina.

Autore: Swissquote Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online