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Bruxelles, 20 mar. (askanews) - Perché passi la proposta italiana dei corona bond bisognerà superare le divergenze e la tensione ancora esistenti fra i paesi del Nord Europa e quelli del Sud, a cominciare dall'Italia, quando si parla di debito pubblico e di spesa pubblica in deficit.

"La tensione c'è, senza dubbio, ed è la figlia di crisi e di stagioni precedenti. Quello che si fa fatica a capire, e che in molti stiamo cercando di far capire nelle istituzioni europee - ha spiegato stamattina in un'intervista rivelatrice a "Radio anch'io" l'ex premier italiano e commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni -, è che in questo caso questa crisi riguarda tutti; non è un problema di questo o quel paese, che per congiunture storiche, per errori, oppure per squilibri dello stesso meccanismo europeo è in difficoltà e si trova a dover essere aiutato. Qui - ha sottolineato Gentiloni - avremo delle conseguenze economiche enormi per tutti i paesi europei, non per questo o quel paese".

"La dimensione della necessità di una risposta comune non è ancora completamente adeguata; ma riconosciamo anche che sono stati fatti passi avanti importanti. Se in poche settimane cambiamo le regole del bilancio e degli aiuti di Stato e la Bce mette in campo il paracadute che ha messo in campo ieri, insomma, la reazione nonostante le differenze è stata molto molto veloce, tutto sommato", ha osservato il commissario.

Riguardo alla proposta Conte di utilizzare le risorse del Fondo salva stati, "la logica, la filosofia, è assolutamente condivisibile", ha continuato Gentiloni. E ha precisato: "Le modalità attraverso le quali si può fare un'operazione di questo genere sono legate alla discussione su questi cosiddetti eurobond, cioè strumenti che si vanno a costruire sul mercato finanziario e che si possono mettere a disposizioni di tutti i paesi partendo da quel presupposto: questa non è una crisi che riguarda un paese, o qualche paese, è una crisi che riguarda tutti".

E alla domanda se i "corona bond" possano essere lanciati dalla Bei e dalla Commissione, l'ex premier ha replicato: "Devono essere lanciati da strutture finanziarie perché sono operazioni di mercato, sono dei titoli finanziari europei, chiamiamoli così. E la struttura più adatta per lanciarli e il Fondo salva stati, il Mes. Questo coincide con l'opinione del primo ministro Conte".

"Ma - ha puntualizzato Gentiloni - non ci siamo ancora: nel senso che è inutile dire delle cose che non sono ancora nelle decisioni che sono state prese; è una discussione che deve andare avanti".

Ma, ha concluso il commissario agli Affari economici, "io temo, e lo dico veramente con preoccupazione, che l'evoluzione di questa pandemia aumenterà la consapevolezza da parte di tutti della necessità di reagire anche con strumenti innovativi, anche sul piano finanziario".