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##Lunedì videoconferenza Ecofin su misure contro Coronavirus

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Bruxelles, 20 mar. (askanews) - Si riunirà lunedì pomeriggio, in videoconferenza a partire dalle 15, il Consiglio dei ministri finanziari dell'Ue (Ecofin), per discutere le misure economiche della risposta all'epidemia del Coronavirus. In particolare, dovrebbe essere approvata la proposta della Commissione europea di attivare la "clausola generale di salvaguardia" che sospende le prescrizioni del Patto di stabilità sulla riduzione del deficit pubblico dei paesi membri, in caso di "grave recessione economica nell'Eurozona o nell'Ue nel suo insieme".

Secondo quanto hanno confermato fonti diplomatiche a Bruxelles, nel pomeriggio di oggi si sono già sentiti in teleconferenza i ministri delle Finanze di sette Stati membri: Italia, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Olanda e Finlandia. I sette ministri hanno analizzato e discusso le possibili opzioni sugli strumenti che potrebbero essere usati per ulteriori misure a sostegno dell'economia degli Stati membri più colpiti dalla crisi, in particolare riguardo alle modalità di finanziamento della spesa pubblica che sarà necessaria, e che si prevede ingente, e sostanzialmente in deficit.

Fra queste opzioni, vi è la proposta dell'Italia di utilizzare il Mes (il Fondo salva-Stati) per emettere titoli di debito comuni europei ("corona bond"), che permetterebbero a tutti gli Stati membri di finanziare le misure necessarie contro la crisi del Covid-19 allo stesso tasso d'interesse, senza l'incubo dello spread. In questo caso, l'aiuto del Mes non sarebbe mirato a questo o quel paese, e l'emissione dei titoli comuni di debito avverrebbe alla sola condizione di destinare le linee di credito esclusivamente al finanziamento delle misure legate alla crisi (sanitaria, economica e sociale),del Coronavirus.

Il premier italiano, Giuseppe Conte, ne ha parlato in un'intervista pubblicata oggi dal Financial Times. Ma la discussione su questa proposta era già cominciata lunedì scorso, nella videoconferenza fra i ministri delle Finanze dell'Eurogruppo, il cui presidente, Mario Centeno, aveva chiesto un'analisi tecnica di tutte le opzioni possibili.

La discussione era poi continuata anche al più alto livello politico martedì, durante la videoconferenza dei capi di Stato e di governo dell'Ue, quando Conte aveva avuto, a quanto si apprende, l'appoggio di Francia e Spagna. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, non si è opposta, restando possibilista. Aperture anche dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, convinta che si debba fare "tutto quello che sarà necessario" per rispondere alla crisi del Coronavirus. Unico davvero contrario, martedì, è stato il premier olandese Mark Rutte.

La proposta italiana, a quanto si può capire, prospetterebbe un intervento del Fondo salva Stati (che dispone attualmente di 410 miliardi di euro) senza la severa "condizionalità" delle misure di austerità e delle "riforme strutturali" imposte dalla famigerata troika. Ma per questo sono necessarie delle modifiche alle norme di funzionamento del Mes per le quali è necessario l'accordo degli Stati membri. Alternativamente, si potrebbe esplorare la possibilità di far emettere i "corona bond" ad altre istituzioni europee, come la Banca europea degli investimenti (Bei), o la stessa Commissione (che però è vincolata dai Trattati Ue a far quadrare ogni anno il bilancio comunitario, senza deficit).

Non siamo lontani dalle ipotesi di un "tesoro europeo" e degli "eurobond", che hanno sempre incontrato l'opposizione decisa della Germania e dei suoi alleati del Nord Europa. La drammatica crisi del Coronavirus, che si comincia a temere possa essere ben più severa della crisi finanziaria del 2008 e della successiva crisi del debito sovrano nell'Eurozona, potrebbe cambiare le carte in tavola, e convincere i falchi dell'austerità che non è più tempo di chiusure ideologiche. (Segue)