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L'Unione Europea accusa Amazon

Matia Venini
·2 minuto per la lettura
L'Unione Europea accusa Amazon
L'Unione Europea accusa Amazon

Secondo la Commissione europea la società di Bezos utilizzerebbe i dati dei venditori indipendenti a proprio vantaggio. Annunciata una seconda indagine formale sui processi di e-commerce

La Commissione Europea ha accusato Amazon di aver violato le regole sulla concorrenza utilizzando i dati dei venditori indipendenti a proprio vantaggio e ha annunciato una seconda indagine formale sui processi di e-commerce dell’azienda.

IL DUPLICE RUOLO DI AMAZON

Il problema sorge per il duplice ruolo di Amazon, che sulla propria piattaforma fa sia da arbitro sia da giocatore. Secondo la Commissione l’unità di vendita della società di Bezos utilizzerebbe i dati di venditori terzi (come i numeri degli ordini, i ricavi e il numero di visitatori) per calibrare le offerte presenti sul sito. Con le informazioni in suo possesso Amazon potrebbe, per esempio, concentrarsi maggiormente sulla vendita dei prodotti più richiesti sul mercato o adeguare le offerte giocando d’anticipo sui concorrenti.

IL COMMISSARIO EUROPEO PER LA CONCORRENZA

“I dati sull’attività di venditori terzi non dovrebbero essere utilizzati a vantaggio di Amazon quando agisce come un concorrente di questi venditori”, ha dichiarato Margrethe Vestager, Commissario europeo per la concorrenza. “Dobbiamo garantire che le piattaforme a doppio ruolo con potere di mercato, come Amazon, non distorcano la concorrenza”.

LA DIFESA

L’organo esecutivo dell’Unione Europea nel 2019 aveva già aperto un’indagine sulla società di Bezos per indagare su presunti comportamenti anticoncorrenziali. “Continueremo a fare ogni sforzo per garantire un’accurata comprensione dei fatti”, ha dichiarato Amazon. “Nessuna azienda più di Amazon si interessa alle piccole imprese o ha fatto di più per supportarle negli ultimi due decenni. Ci sono più di 150mila aziende europee che vendono attraverso i nostri negozi che generano decine di miliardi di euro di ricavi ogni anno e hanno creato centinaia di migliaia di posti di lavoro”.

LA SCELTA DEI VENDITORI E LA FUNZIONE BUY BOX

La seconda indagine della Commissione riguarda invece le pratiche di e-commerce. Secondo l'organo con sede a Strasburgo Amazon metterebbe in atto pratiche volte a favorire le proprie offerte al dettaglio e quelle di venditori che utilizzano i servizi di logistica e consegna della società. In particolare le indagini si concentreranno su Prime e sui criteri fissati dal colosso della Silicon Valley per selezionare le aziende evidenziate nello spazio ‘Buy Box’, che permette di acquistare da venditori terzi con un solo clic. Questa funziona genera la maggior parte delle vendite del sito di e-commerce.

NON SOLO IN EUROPA

Il colosso fondato da Jeff Bezos è al centro di una serie di indagini antitrust anche negli Stati Uniti. La Camera dei deputati americana ha recentemente accusato Amazon, Google, Apple e Facebook di comportamento monopolistico.