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Mahmood: "In 'Ghettolimpo' la mia vita tra mito e cruda realtà"

·4 minuto per la lettura

"Ghettolimpo è una via di mezzo, a metà tra mortali e immortali. In questo disco nessuno è immortale e nessuno è un semplice umano ma tutti sono impegnati a fronteggiare da un lato l’inarrivabile e dall’altro la realtà più cruda e quotidiana". Mahmood spiega che dietro il suo nuovo album 'Ghettolimpo', in uscita l'11 giugno, c'è innanzitutto "una grande passione per la mitologia greca".

Per il giovane cantautore, all'anagrafe Alessandro Mahmoud, diventato in poco tempo una delle personalità artistiche più interessanti e di successo della nuova scena pop, il disco arriva dopo un nuovo importante riconoscimento, quello dell'Olimpo cinematografico italiano, con Nanni Moretti che ha scelto la sua 'Soldi' (il pezzo con cui nel 2019 vinse Sanremo) come colonna sonora di un corto con cui il regista ha voluto festeggiare, assieme alle sue attrici, l'annuncio della presenza del film 'Tre Piani' in concorso a Cannes. "Della scelta di Nanni Moretti non sapevo niente. L'ho saputo quando ha pubblicato il video sui social. Naturalmente sono felicissimo e onorato. E sono curiosissimo di vedere il film 'Tre Piani'", dice prima di immergersi nel racconto del disco.

Un disco nato molto prima della pandemia: "Quando è iniziata la quarantena ho scritto poco o niente. Chiuso in casa faccio molta fatica a scrivere. Al contrario è un disco che racconta molto il viaggio, l'ho scritto viaggiando. Alcuni testi sono nati sugli aerei, come 'Baci dalla Tunisia', che è stato il primo pezzo di 'Ghettolimpo' a vedere la luce", racconta Mahmood. "Il disco risente anche del percorso che ho fatto per tornare a riconoscermi. Dopo Sanremo la mia vita era del tutto cambiata e avevo bisogno di tornare a guardare allo specchio Alessandro, riconoscendolo", sottolinea l'artista spiegando la scelta di mettere sulla cover dell'album "una sorta di Narciso al contrario" che si specchia nell'acqua e vede riflesso una specie di mostro. Un narciso che Mahmood cita nella titletrack 'Ghettolimpo', dove canta fra l'altro "Il successo fa male alla testa/Se pensi di non essere all'altezza".

Nel disco ogni brano racconta un personaggio o un gruppo di personaggi, come nel caso di 'Dei', dedicato appunto alle divinità che popolano l'Olimpo. Ma ce n'è uno che a Mahmood sta particolarmente a cuore: si intitola 'T'Amo' ed è il brano che Alessandro Mahmoud ha dedicato alla madre sarda, inserendo anche dei passaggi nel dialetto dell'isola. "Ho sempre parlato delle mie origini arabe ma mai di quelle sarde. E non avevo mai scritto un pezzo per mia madre, che naturalmente si è messa a piangere appena l'ha sentito. Grazie alla mia cuginetta sarda ho inserito un coro che canta in dialetto. Questo brano rappresenta le mie radici, la mia mamma". Della quale canta: "Con me hai visto tutto il peggio prima del cash" e "Non è facile da sola crescere/Chi per metà ti ricorda l’ uomo che ti ha lasciato".

Anticipato dai singoli 'Inuyasha' (disco d’oro), 'Klan' e 'Zero', brano che fa parte della colonna sonora dell’omonima serie originale Netflix di cui ha curato anche un episodio come music supervisor, 'Ghettolimpo' contiene due preziosi featuring: uno con Elisa in 'Rubini' e l'altro con Woodkid in 'Karma', poliedrico artista internazionale, che ha anche prodotto il brano. "Di featuring ne ho realizzati moltissimi ma molti non sono nel disco. Magari li farò uscire dopo. Non mi andava di riempire il mio secondo disco di featuring: il feat è una cosa importante, l'artista che lo fa deve avere il suo spazio. Quindi abbiamo messo solo i due che erano coerenti con la genesi e la narrazione di questo disco", spiega Mahmood. Che su Elisa aggiunge: "Ho una stima immensa di lei, da sempre. 'Rubini' nasce dal provino di un suo pezzo che aveva affidato alla Universal per farlo cantare ad altri. Io l'ho ascoltato e l'ho voluto. Poi le ho chiesto se potevamo lavorarci insieme. E così è nato il pezzo che è nel disco", sottolinea.

Nell'album, Mahmood ha coinvolto alcuni fra i migliori produttori in circolazione: Muut, Francesco Fugazza, Francesco 'Katoo' Catitti e autori quali Davide Petrella, Salvatore Sini e naturalmente Dardust, all'anagrafe Dario Faini, con cui collabora da anni. "Dario - dice Mahmood - ha fatto un quarto del disco se non di più. Lui mi ha insegnato tanto. Prima di lavorare con lui ero molto più acerbo. Spesso ci confrontiamo anche a lungo, perché lui vuole riempire tutto e io invece voglio togliere. Ma comunque è lui che ha 'svoltato' tanti pezzi di questo disco".

Mahmood è noto per l’attenzione e la cura di ogni aspetto del lavoro legato al disco, compreso lo sviluppo dell'immaginario estetico: dai costumi - con la stretta collaborazione con Riccardo Tisci, che ha creato per lui due abiti in esclusiva per Inuyasha - alle scelte della regia e dei luoghi significativi, scenario dei videoclip. Che hanno una forte connotazione internazionale nella messa in scena, come nella coreografia trascinante di 'Klan', a cura di Carlos Diaz Gandia, che vede Mahmood ballare per la prima volta.

di Antonella Nesi

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