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"Malattia delle vetrine": ne soffrono pi di 3000 campani

Cro-Mpd
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Roma, 11 lug. (askanews) - L' arteropatia periferica obliterante provoca una zoppa che costringe chi ne soffre a fermarsi spesso, come quando si va in giro per vetrine. Una delle conseguenze pi gravi della patologia che interessa la circolazione periferica la necrosi degli arti inferiori che se non curati devono essere amputati. Nasce a Napoli il Network per l'AOP, l'arteropatia obliterante periferica, nota come "malattia delle vetrine", di cui soffrono pi di 3000 campani. La patologia ostruttiva di tipo arterosclerotico, provoca cio il restringimento delle arterie. E se a livello cardiaco e cerebrale i rischi ben noti sono ictus e infarto, negli arti inferiori il rischio la mancata irrorazione dei tessuti con conseguente necrosi e amputazione dell'arto. I primi sintomi sono dolori al polpaccio e alla gamba che provocano una zoppa intermittente. Da qui il nome "malattia delle vetrine" perch impedisce a chi ne soffre di camminare bene per il dolore e costringe le persone a fermarsi come quando passeggiano per lo shopping. I principali fattori di rischio della malattia sono l'et avanzata, l'ipertensione, il fumo, l'ipercolesterolemia ed il diabete mellito; il "piede diabetico" per esempio una delle principali complicanze di cui soffrono i pazienti diabetici. Il Network per l'AOP ha come obiettivo quello di creare un nuovo modello assistenziale per i pazienti con AOP e mette in rete 16 Ospedali campani e nasce da una iniziativa del Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Universit Federico II di Napoli. In ogni struttura ospedaliera un'quipe multidisciplinare composta da chirurghi vascolari e cardiologi prender in carico i pazienti che vanno incontro a rivascolarizzazione arteriosa - sia essa chirurgica che endovascolare - degli arti inferiori. Questi pazienti, come osservato in uno studio internazionale, sono particolarmente a rischio di eventi avversi, sia legati al cuore (i.e. infarto) che agli arti (i.e. amputazioni)1. Allo stato attuale, solo una parte ristretta riceve una terapia medica adeguata e che rispetti le raccomandazioni delle linee guida internazionali. I ricercatori coinvolti nello studio si occuperanno proprio di accertare che dopo la procedura di rivascolarizzazione i pazienti ricevano una valida terapia medica e che questa venga adeguatamente seguita nel tempo (consentendo , per esempio, ai pazienti di avere controllo appropriato della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo). (segue)