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Maltempo, Coldiretti: 7 milioni italiani vivono in aree a rischio

Glv

Roma, 24 nov. (askanews) - Sono sette milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, alluvioni ed esondazioni di fiumi, "in una situazione di incertezza determinata dall'andamento meteorologico anomalo che condiziona la vita e il lavoro". Lo afferma la Coldiretti dopo l'ultima ondata di maltempo che ha colpito l'Italia da nord a sud, con gravi danni all'agricoltura e la richiesta dell'avvio delle procedure per lo stato di calamità nelle zone più colpite.

"L'eccezionalità degli eventi atmosferici - spiega l'organizzazione agricola - è ormai diventata la norma anche in Italia, tanto che siamo di fronte a una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo".

Le precipitazioni sempre più intense e frequenti "si abbattono su un territorio reso fragile dal dissesto idrogeologico, con 7.275 comuni complessivamente a rischio per frane o alluvioni (il 91,3% del totale). E la percentuale sale al 100% in Regioni come la Liguria. A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall'abbandono, che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre un quarto della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari".

"Per questo - aggiunge la Coldiretti - l'Italia deve difendere il patrimonio agricolo e la disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell'attività nelle campagne. Il settore agricolo è quello più impegnato a contrastare i cambiamenti climatici ma anche quello più colpito con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione nazionale e alle infrastrutture nelle campagne".