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Mammuccini (Federbio): Pac delude sul Green, Psn determinante

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Image from askanews web site
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Roma, 1 lug. (askanews) - La riforma della Pac delude associazioni ambientaliste e mondo del biologico, per i quali l'accordo siglato nei giorni scorsi tra Parlamento europeo, Consiglio europeo e Commissione europea sui regolamenti per la Politica agricola comune 2022-2027 è deludente soprattutto sul fronte dell'attenzione all'ambiente. Vero è, però, che "una programmazione seria a livello nazionale potrà portare a passi avanti. Questa riforma della Pac non è stata molto ambiziosa ma ha lasciato agli Stati membri lo spazio per fare qualcosa di importante". Così, in una intervista ad Askanews, Mariagrazia Mammuccini, presidente di Federbio, la federazione che riunisce la filiera dell'agricoltura biologica e biodinamica, aderente all'associazione #CambiamoAgricoltura. Proprio #CambiamoAgricoltura nei giorni scorsi ha ampiamente criticato la riforma della Pac, sottolineando che "ha prevalso la conservazione dello Status quo e non l'ambizione per una vera transizione agroecologica".

Sotto accusa il fatto che, rispetto alla proposta originaria della Commissione avanzata nel 2018, si sia fatto "un accordo che rappresenta un sostanziale passo indietro", spiega Mammuccini. "Essendo stata resa nota nel 2019 la comunicazione della Commissione sul Green deal e nel 2020 quella sulla strategia Farm to Fork (F2F), che contengono obiettivi ambiziosi, ci aspettavamo nell'accordo dei passi in avanti sulla proposta del 2018. E coerenza con le strategie. Anche il rinvio di 2 anni dell'applicazione della Pac (che entrerà in vigore dal 2023, ndr) lo consideravamo motivato dall'idea di fare dei passi in avanti. Tra crisi climatica, sanitaria ed economico-sociale, si deve pensare a un altro modello di economia. Invece, si è fatto addirittura qualche passo indietro rispetto alla proposta del 2018".

La delusione riguarda in particolare gli ecoschemi del primo pilastro, che "rispondono a principi superati dagli eventi e sono fondati su quello che producevano le aziende tra 2000 e 2002". Infatti, alle pratiche agricole rispettose dell'ambiente viene vincolato un quarto degli aiuti europei: tra il 30% votato dal Parlamento e il 20% votato dal Consiglio si è arrivati a una quota di compromesso del 25%, ma in percentuale completa solo a partire dal 2025. Mentre nel secondo pilastro una quota minima pari al 35% va alle misure ambientali. "Inoltre, non si è voluto inserire negli obiettivi della riforma l'allineamento con gli impegni di F2F e biodiversità", ricorda la presidente di Federbio.

Ora, la palla passa ai Psn, i Piani strategici nazionali: ogni Stato membro, infatti, partendo dai livelli minimi fissati dalla Pac, potrà puntare di più o di meno sulle pratiche green. A che punto è l'Italia nella stesura del Psn, che deve essere consegnato a Bruxelles entro la fine dell'anno?

"La preoccupazione principale è proprio il Psn - ammette la presidente di Federbio - e l'Italia è molto indietro. E' vero che la conclusione del trilogo è recentissima, ma l'analisi dei fabbisogni e le strategie si potevano impostare per chiudere tutto, una volta arrivata la decisione finale. Il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha insediato il tavolo di partenariato il 19 di aprile, ma ancora non c'è neanche una bozza, i tempi sono scarsi e l'applicazione della riforma è complessa". Come #Cambiamoagricoltura "ci auguriamo - ha detto Mammuccini - un pieno coinvolgimento di tutte le voci. Gli ecoschemi, per l'ambizione ambientale della Pac, sono portatori di una novità importante. Molto dipenderà da come verranno impostati i Psn. Le risorse si possono spalmare su tutte le aziende e, quindi, senza ottenere nulla; oppure si possono legare a misure efficaci che producano risultati concreti per clima e ambiente".

La proposta di Federbio e di #Cambiamoagricoltura è destinare il 30% dei fondi del primo pilastro agli ecoschemi per clima e ambiente. "Infatti - spiega Mammuccini - quella che è stabilita a livello europeo è solo una percentuale minima. Gli Stati membri possono aumentare le risorse anche per favorire una vasta applicazione. Inoltre, la nostra proposta è inserire la promozione dell'agricoltura biologica all'interno degli ecoschemi, perché fino ad oggi lo stanziamento per il biologico nei fondi della Pac è stato molto basso, il 9,8% dei fondi del secondo pilastro che rappresentava il 40% delle risorse totali. Quindi, in sostanza, al biologico negli anni scorsi è andato appena il 4% complessivo delle risorse della Pac".

Inserendo il biologico negli ecoschemi, e dunque nel primo pilastro, secondo le associazioni, si libererebbero risorse nel secondo pilastro a favore dello sviluppo rurale, della tutela del paesaggio e dell'ambiente. Inoltre, per Mammuccini, si potrebbero "usare le misure climatico-ambientali del secondo pilastro per la conversione al biologico. Ovviamente, riconoscendo il fatto che negli ecoschemi va lasciato spazio anche per il resto delle aziende agricole, le convenzionali, che vogliano iniziare pratiche sostenibili. Come coalizione #Cambiamoagricoltura abbiamo quindi pensato a un'altra serie di ecoschemi: fasce di rispetto per la biodiversità destinate agli insetti impollinatori, inserimento di rotazioni con leguminose. Anche l'agricoltura di precisione, che è sempre inserita in un modello di agricoltura intensiva, può portare comunque a passi avanti verso la sostenibilità. Impostando un lavoro serio a livello di Psn, gli ecoschemi possono diventare un esempio virtuoso".

"Ora, gli Stati membri hanno uno spazio di manovra interessante e non possono dire che le regole europee gli impediscono di lavorare", prosegue la presidente di Federbio. C'è quindi bisogno di coinvolgere ogni voce e non avere paura di decidere, anche perché, nonostante la Pac rappresenti ancora il 30% circa del bilancio della Ue (ma era il 40% nella passata programmazione), l'agricoltura europea dovrà contribuire in modo determinante all'attuazione del Green deal, con molti obblighi in più ma meno risorse. Solo per l'Italia Confagricoltura stima un taglio di 6,2 miliardi fino al 2027.

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