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I manager: per rilanciare crescita Europa investire su tecnologia e sostenibilità

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Investire in tecnologia, sostenibilità, talenti e risk management. Per invertire il rallentamento della crescita economica in Europa, scesa da un incremento del 2% negli ultimi cinque anni all'1,4% per il 2020 e il 2021. È quanto emerge da un sondaggio condotto su 215 manager di realtà industriali, finanziarie e tecnologiche, il 'Bdo European Survey: Ensuring a leadership position in 2025', realizzata da Bdo, organizzazione di società indipendenti che offrono servizi di consulenza professionale. Obiettivo della ricerca, condotta nel terzo trimestre del 2019, è di evidenziare le strategie adottate dalle imprese per rispondere alle fibrillazioni del mercato. 

Dall’indagine, condotta su un panel di 215 manager (32 belgi e norvegesi, 31 spagnoli, 30 danesi, tedeschi, italiani, e inglesi), emergono cinque indicazioni di fondo. Sul fronte della crescita dimensionale più del 35% degli intervistati sta pianificando strategie che permettano di accrescere le rispettive quote di mercato, puntando ad acquisire una posizione di leadership. 

La crescita, inoltre, è possibile se sostenuta da adeguati investimenti in tecnologie, innovazione e sviluppo prodotto e talento, ritenuti risorse imprescindibili per rilanciare le proprie imprese. I ridotti tassi di crescita stimati per le economie domestiche, così come i prevedibili effetti della Brexit avviatasi il 31 gennaio scorso e il perdurare delle tensioni per la guerra commerciale Cina-Usa, spingono le imprese europee a cercare strategie di penetrazione nei mercati mondiali ancora più forti. 

La maggiore predisposizione ad affrontare i rischi critici è la quarta indicazione che proviene dal sondaggio. Un quarto (26%) delle imprese europee afferma di sentirsi poco preparato ad affrontare e gestire le sfide aziendali critiche come la sicurezza informatica. Stare al passo con le nuove tecnologie è una preoccupazione avvertita da un ulteriore 20% di manager interpellati nel sondaggio. Nonostante la loro propensione alla crescita, la ricerca evidenzia che i manager sono meno fiduciosi nella loro capacità di tenere il passo con i cambiamenti. 

I leader delle aziende interpellate, infine, guardano con crescente attenzione alle politiche di sostenibilità. Poiché le preoccupazioni ambientali sono sempre più attuali nelle agende dei cda, la ricerca evidenzia come le aziende stiano intraprendendo azioni per accrescere la sostenibilità ambientale del proprio business.  

Fra le imprese italiane interpellate dalla ricerca il 40% dichiara che la principale preoccupazione è di mantenere e far crescere profittabilità e quote di mercato per la propria impresa, mentre il 30% punta a strategie aggressive per far crescere le proprie quote di mercato. Solo il 7% ammette di pensare a come gestire una probabile perdita di quote di mercato dovuta alla crescente competitività. La ricetta per essere competitivi nei prossimi cinque anni è il mix frutto della capacità di attrarre e mantenere i migliori talenti (97%), nella capacità di sviluppare sempre prodotti e servizi migliori e nell’adottare nuove soluzioni e applicazioni digitali (97%). Per il 93% la crescita per vie esterne l'M&A, presenta buone potenzialità di successo. 

Il 40% degli interpellati non prevede ricadute sulla profittabilità della propria azienda per effetto di nuovi interventi normativi. Sulle minacce che potrebbero condizionare la crescita e lo sviluppo del proprio business, secondo gli imprenditori italiani interpellati il 47% teme gli effetti di politiche nazionalistiche all’interno dell’Ue, il 40% la concorrenza portata dai nuovi Paesi e il 30% gli effetti della Brexit, con il 53% delle imprese che teme una contrazione degli scambi con il Regno Unito.  

Infine nei prossimi cinque anni il 43% dei manager prevede una crescita negli organici della propria azienda, contro un 53% che non vede significative variazioni. “I dati della ricerca, e quelli italiani in particolare, confermano l’estrema capacità delle medie-piccole imprese italiane di sapersi adattare alle mutate condizioni dei mercati, senza tuttavia perdere di vista l’innovazione e la ricerca delle migliori competenze” sottolinea Simone Del Bianco, managing partner di Bdo in Italia. “È necessario uno sforzo progettuale e strategico, alla cui implementazione le imprese dovranno dedicare risorse adeguate”. 

Bdo Italia annuncia anche l’avvio della quarta edizione del Premio Mario Unnia Talento & Impresa, riconoscimento che si propone di valorizzare le aziende italiane portatrici di idee innovative, capaci di unire il talento e l’impresa.