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Mancano chip e Covid non rallenta, Toyota taglia 40% produzione auto a settembre

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A Toyota logo seen on a parked car in Dublin city center. 
On Tuesday, January 11, 2021, in Dublin, Ireland. (Photo by Artur Widak/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
A Toyota logo seen on a parked car in Dublin city center. On Tuesday, January 11, 2021, in Dublin, Ireland. (Photo by Artur Widak/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

Toyota è pronta ad annunciare un taglio della produzione globale del 40%, a causa della sempre più accentuata carenza di semiconduttori per il settore automotive, e le restrizioni legate alla diffusione del coronavirus nelle catene produttive nei Paesi del Sudest asiatico. Lo anticipa il quotidiano online Nikkei, che mette a confronto le stime della maggiore casa auto al mondo a inizio luglio, quando Toyota prevedeva di costruire circa 900mila autoveicoli, e le stime attuali, ridotte a 500mila unità.

L’espansione allarmante del Covid nei paesi del Sudest asiatico ha impedito il regolare approvvigionamento dei pezzi di ricambio per la funzionalità di diversi impianti in Giappone, tra cui la fabbrica di Takaoka, nella prefettura di Aichi, così come numerosi stabilimenti in Nord America, Cina ed Europa - che dovranno ridimensionare la produzione di diverse decine di migliaia di vetture, avverte il Nikkei. La revisione al ribasso farà assestare le produzione globale sotto i valori dello scorso settembre, quando la domanda aveva mostrato un’accelerazione dopo la crisi più acuta della pandemia, e Toyota riuscì a produrre circa 840mila vetture. Nelle ultime settimane il costruttore nipponico ha dovuto arrestare gli impianti produttivi di Aichi per via dell’aumento delle infezioni di Covid in Vietnam, uno dei principali centri manifatturieri per l’intero indotto, mentre a inizio agosto la fabbrica di Takaoka ha deciso uno stop temporaneo per l’insufficienza di chips; una dinamica che continua a riguardare sempre più costruttori.

La penuria di microchip e le sue possibili ripercussioni sulla produzione di auto alimenta le vendite sul comparto automotive in tutta Europa. Il sottoindice stoxx 600 auto perde il 2,3%. Dopo la cinese geely - che pur confermando i target 2021 ha indicato che la crisi dei semiconduttori ‘potrebbe persistere’ - la giapponese Toyota ha perso il 4,4% alla Borsa di Tokyo sulle voci di tagli alla produzione. Subiscono perdite significative i titoli di tutti i gruppi del comparto automobilistico e di quello dei semiconduttori.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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