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Manovra, Cnel: investire su famiglia, scuola e imprese per rilancio

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Roma, 11 nov. (askanews) - "La situazione dell'ex-Ilva è drammatica, tutti insieme dobbiamo provare a trovare una soluzione. Dalla risoluzione di questa crisi dipende anche il rilancio dell'economia. Se come Paese continuiamo a dividerci anche su questo non potrà che andare male. L'Italia non può permettersi di stare senza la siderurgia". Il presidente del Cnel Tiziano Treu, nel corso dell'audizione alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera sulla manovra usa la metafora dell'ex-Ilva, oggi Arcelor-Mittal, per rappresentare la posizione del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro sulla legge di bilancio 2020.

"La manovra appare nel complesso ricca di disposizioni positive e condivisibili ma non sembra in grado di rappresentare quella discontinuità a favore del rilancio del Paese auspicata dalle parti sociali e dal mondo produttivo. Occorre agire sul settore industriale, che deve sostenere gli investimenti, e sulla fiducia degli operatori economici e delle famiglie che non appare al momento aver invertito la rotta. Per uscire dalla stagnazione non sono sufficienti obiettivi di qualche decimale di crescita, in prossimità dello zero. Serve una elaborazione strategica che duri negli anni e che venga perseguita con determinazione e con un costante monitoraggio".

"Il Cnel - si legge ancora nel documento - ritiene da tempo che sia indispensabile un grande piano europeo per gli investimenti, le infrastrutture e la crescita, con ricadute sui singoli Stati membri, all'interno del quale rimettere in moto, anche con modalità straordinarie, come accaduto nella vicenda della ricostruzione del ponte di Genova, la macchina degli investimenti pubblici e quella dei fondi strutturali europei".