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Manovra, Codacons: il superticket vale fino a 800 mln l'anno

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Roma, 6 ott. (askanews) - "I superticket sanitari, oltre a rappresentare un ingiusto costo a carico degli utenti della sanità, determinano pesanti disuguaglianze tra cittadini i quali, a parità di trattamento sanitario, subiscono aggravi di costi diversificati a seconda del luogo di residenza. Non solo. In alcuni casi i costi delle prestazioni, a causa di tale balzello, risultano più elevati nella sanità pubblica, spingendo gli utenti a rivolgersi a cliniche e strutture private". Lo afferma il Codacons, che appoggia la proposta di eliminare il balzello introdotto dalla legge finanziaria del 2011.

"Ad oggi è possibile parlare di vera e propria giungla per i superticket - spiega il presidente Carlo Rienzi - la tassa da 10 euro su farmaci e prestazioni specialistiche vale tra i 500 e gli 800 milioni di euro annui e non vi sono numero certi sul gettito garantito da tale balzello anche perché le amministrazioni regionali procedono in ordine sparso e cambiando spesso le carte in tavola".

Nell'ultimo anno regioni come Emilia Romagna, Piemonte e Toscana hanno deliberato l'eliminazione del superticket, ma nel primo caso solo per alcune fasce di reddito. La Campania ha invece annunciato per il futuro una riduzione dell'80% del balzello in base all'età dei pazienti che richiedono le prestazioni e un taglio totale per i nuclei numerosi e a basso reddito. Nella giungla che vige oggi il superticket si paga integralmente in 9 regioni: Abruzzo, Liguria, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Lombardia. Non si paga invece in Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Valle D'Aosta e Piemonte. In tutte le altre è previsto in maniera proporzionale al valore della ricetta oppure proporzionalmente al reddito.