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Manovra, Coop: bene intervento su tampon tax ma è scendere a 4%

·4 minuto per la lettura

Nello scenario della Biblioteca del Senato Coop, il collettivo Onde Rosa, l’associazione Tocca a Noi e la piattaforma Change.org hanno riunito la società civile e le forze politiche per ritornare a parlare di Tampon Tax e vigilare e sensibilizzare sul tema. Il Governo ha annunciato l’abbassamento dell’aliquota Iva dal 22% al 10%, ma l’obiettivo rimane il 4%. Alle 650.000 firme della petizione digitale si sommano ora le oltre 79.000 firme raccolte in presenza da soci e volontari Coop in una rete di 260 punti vendita dislocati in 221 comuni.

Tra i presenti anche la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti: “E’ un’iniziativa importante, sono contenta di trovare qui tante giovani donne impegnate in prima persona per una battaglia giusta, una battaglia di civiltà che ha avuto finalmente una risposta importante. Nella legge di Bilancio che arriva adesso alle Camere c’è la proposta di abbassamento dell’Iva per gli assorbenti: una battaglia storica che oggi ha una prima e significativa risposta alla tenacia di tante donne che hanno voluto rappresentare il loro desiderio di essere protagoniste e di costruire anche per le donne che arriveranno dopo un’Italia migliore”.

“Se guardiamo agli ultimi dati in nostro possesso - ha detto Maura Latini, amministratrice delegata di Coop Italia - la fotografia che ne viene fuori è quella di un Paese in grande trasformazione. L’ultima rilevazione del nostro Ufficio Studi racconta che 8 italiani su 10 sono favorevoli a unioni tra persone dello stesso sesso, o che il 42% delle donne sono convinte di non essere state valorizzate a pieno (lo pensa solo il 18% degli uomini) e quasi 9 esperti su 10 sono convinti che il gender gap sia un problema che va affrontato. Ci sono evidentemente delle disuguaglianze che vanno sanate e Coop si sta impegnando in prima persona per farlo. Questa dell’Iva sull’assorbenza femminile può sembrare una piccola cosa, ma in realtà è un problema di tutti i giorni e quindi più grande di quanto lo si possa immaginare. Se davvero come ha annunciato il Governo un primo passo si è fatto, chiediamo che sia compiuto un ultimo piccolo sforzo per far sì che le donne possano acquistare i propri prodotti di igiene come un bene di prima necessità e non come un bene di lusso”.

L’impegno sulla Tampon Tax di Coop è infatti parte integrante della campagna “Close the Gap” lanciata lo scorso marzo sull’inclusione di genere puntando in modo particolare alla parità di genere femminile, avviando progetti interni, percorsi formativi e coinvolgendo i fornitori di prodotto a marchio. Nessuna pretesa di risolvere un problema che necessita di molti diversi interventi e che non può essere solo affidato alle singole imprese, ma è la volontà di fare la propria parte che anima Coop”.

“La petizione di Onde Rosa per abbattere l’Iva sui prodotto igienico-sanitari femminili è tra le più firmate della storia della nostra piattaforma - hanno sottolineato Martina Pieri e Fiamma Goretti di Change.org Italia -: una partecipazione che testimonia quanto l’Iva al 22% sui prodotti igienico-sanitari femminili sia considerata dall’opinione pubblica come una forma inaccettabile e insidiosa di discriminazione. Il movimento creato grazie a tutti coloro che hanno sottoscritto l’appello in questi ultimi 3 anni è riuscito a portare il tema al centro del dibattito pubblico. Grazie alla forte pressione dal basso, già nel 2019 il Parlamento ha abbassato l’Iva al 5% su tutti i prodotti compostabili e riciclabili; giorni fa, il Governo ha annunciato di aver inserito nella manovra finanziaria per il 2022 una misura per ridurre in maniera strutturale l’aliquota su questi prodotti portandola al 10%. Questi fatti raccontano l’impatto che il movimento è riuscito a produrre, come peraltro è avvenuto in altri paesi europei in cui Change.org è presente; tuttavia, come sappiamo, in altri paesi europei l’Iva è stata ridotta fino al 7% (Germania) o al 5,5% (Francia) se non addirittura azzerata (Regno Unito): la politica può e deve fare di più. L’Italia non si accontenti del 10%: il Parlamento dia voce a oltre mezzo milione di persone che si sono fatte sentire firmando la petizione e tassi finalmente questi prodotti al 4% come i beni di prima necessità quali, di fatto, sono”.

Al termine del convegno, in piazza della Minerva, è andata in scena street danza per sensibilizzare sul tema e incentivare alla firma sulla petizione.

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