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Manovra, Costa: plastic tax è giusta, trasformarla in tassa scopo

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Roma, 5 nov. (askanews) - "Per 35 anni ho scavato nelle discariche abusive. Una delle cose che si trovava più spesso era proprio la plastica. Bruciata, seppellita, una volta addirittura a 24 metri di profondità. La verità è che la plastica inquina: chi può dirsi oggi a favore? La plastica monouso non riciclabile e non compostabile non serve al pianeta". Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, in un'intervista al Corriere della Sera difende la plastic tax, proponendo di trasformarla "da tassa di gettito in tassa di scopo".

In pratica, spiega, "i soldi che si incassano con questa imposta devono essere utilizzati per rafforzare il credito d'imposta o per altri incentivi a favore delle aziende che si convertono alla plastica riciclabile o compostabile. Per farlo credo che la cosa migliore sia istituire un tavolo al quale far sedere il ministero dell'Economia, quello dello Sviluppo economico e quello dell'Ambiente, oltre ai rappresentanti dei produttori".

"Se usiamo il gettito per riconvertire il settore - spiega - non perderemo posti di lavoroeavremo più investimenti per modernizzare il comparto. L'alternativa è intervenire dopo, quando il settore della plastica tradizionale sarà andato in difficoltà. Ma si tratterebbe di spesa non di investimenti, e salvare i posti sarebbe più difficile".

A proposito di ArcelorMittal che vuole lasciare l'Ilva di Taranto perché non c'è più l'immunità penale, Costa ha risposto: "La questione è nelle mani del presidente Conte. Mi limito a dire che lo scudo penale non serve se si rispettano tutte le prescrizioni sul piano ambientale. Ed è quello che ArcelorMittal ha fatto finora: tutti i controlli dimostrano che l'azienda sta rispettando il piano ambientale. Anzi, è in leggero anticipo rispetto ai tempi previsti. Non vorrei che dietro questa scelta ci fosse qualche altra ragione che non saprei indicare". Le acciaierie di Taranto "se rispettano le regole ambientali e sanitarie non vedo perché dovrebbero chiudere. Sempre che siano in grado di stare sul mercato", conclude il ministro.