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Manovra, dal 2020 in vendita solo radio digitali -2-

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Roma, 23 nov. (askanews) - L'obbligo di vendere esclusivamente radio dotate anche di ricezione digitale è uno dei passi, più volte sollecitato anche dall'Agcom, per poter definire una percorso che porti a fissare una data per lo switch-off verso il digitale anche per le trasmissioni radiofoniche.

L'altro è il completamento della rete di trasmissione digitale. Tutti i principali network già trasmettono in digitale ma la copertura in Italia non è ancor completa. In alcune aree del Nord Italia si è già arrivati al 90%, lungo le autostrade si stanno completando le infrastrutture di trasmissione e i servizi avanzati di informazioni sul trafico, ma in altre zone del Paese si è ancora molto indietro.

Il consorzio DAB Italia (che riunisce Radio DeeJay, Radio Capital, m2o, RDS, Radio Maria, Radio Radicale, Radio 24 - Il Sole 24 Ore, R101) entro la fine del 2017 punta a coprire il 95% delle province italiane con il suo segnale arrivando a raggiungere l'85% della popolazione in mobilità e il 60% degli ascoltatori domestici. Attivi anche altri consorzi come Rai DAB e EuroDab con coperture tra il 43% e il 65% della popolazione.

Da segnalare che l'unico pese al mondo ad avere avviato lo switch-off verso la radio digitale è la Norvegia all'inizio del 2017. La Svizzera lo ha già programmato per il 2020 mentre Gran Bretagna e Danimarca dovrebbero iniziare tra il 2020 e il 2022.