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In manovra la proposta di una patrimoniale progressiva dallo 0,2% sui grandi redditi

Antonio Cardarelli
·2 minuto per la lettura
In manovra la proposta di una patrimoniale progressiva dallo 0,2% sui grandi redditi
In manovra la proposta di una patrimoniale progressiva dallo 0,2% sui grandi redditi

L’emendamento prevede un’aliquota a scaglioni per patrimoni compresi tra 500mila e 1 milione di euro, 0,5% fino a 5 milioni, 1% fino a 50 milioni e 2% oltre questa soglia

La Legge di Bilancio è ancora in discussione e tra i vari emendamenti proposti da maggioranza e opposizione spunta anche l’ipotesi di inserire una patrimoniale progressiva sui grandi patrimoni. La proposta è stata messa a punto da alcuni parlamentari di Leu e Partito Democratico (primi firmatari Nicola Fratoianni e Matteo Orfini) e nei prossimi giorni arriverà in Commissione Bilancio. L’intenzione dell’emendamento, secondo i firmatari, è rivedere i meccanismi di tassazione andando a sostituire le tasse “nascoste” con un tributo facilmente applicabile e di natura progessiva.

ALIQUOTA PROGRESSIVA

Nel dettaglio, la proposta prevede un prelievo dello 0,2% per i patrimoni compresi tra i 500mila e un milione di euro calcolando, nel conteggio, anche il valore dei beni immobili tolto però il residuo del mutuo e altre passività. L’aliquota passerebbe allo 0,5% per i patrimoni compresi tra un milione e 5 milioni di euro, all’1% per quelli tra 5 milioni e 50 milioni di euro fino ad arrivare al 2% per i patrimoni superiori. Inoltre, è previsto un prelievo straordinario (solo per il 2021) per i patrimoni sopra il miliardo di euro del 3% che verrebbe utilizzato per la lotta alla pandemia e per aiutare le fasce di popolazione più in difficoltà.

VIA L’IMU SULLA SECONDA CASA

L’introduzione di questo prelievo progressivo, nell’idea di Leu e Pd, andrebbe ad eliminare altre tassazioni che invece colpiscono i cittadini indipendentemente dal patrimonio posseduto. L’intenzione è quella di eliminare l’Imu sulla seconda casa e i bolli su conti correnti e deposito titoli, quindi favorendo coloro che non possono contare su patrimoni superiori a 500mila euro. Ciò, ovviamente, intaccherebbe le casse dei Comuni a causa dei mancati introiti dall’Imu, ma la proposta prevede compensazioni che arriverebbero agli enti da un apposito fondo di solidarietà.